Arriva dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana (Fisu), a cui partecipa anche la Città di Torino con il ruolo di Vicepresidente e che si sta svolgendo a Milano, la nuova proposta al Governo, per lo stanziamento di un fondo nazionale dedicato alla prevenzione per la sicurezza urbana, finalizzato a sostenere interventi strutturali di carattere educativo, sociale e territoriale rivolti agli adolescenti e ai giovani tra gli 11 e i 25 anni. Un’intera giornata di studio e di proposta politica per affrontare insieme le sfide che riguardano l’importanza di fare prevenzione tra i giovani.
“Un’occasione – afferma l’assessore alla Sicurezza della città di Torino Marco Porcedda – per discutere su tutte le azioni che possono servire a fare prevenzione, che è il ruolo principale delle amministrazioni locali, e a spostare l’attenzione delle attività sempre più verso la partecipazione del FISU alle politiche di sicurezza nazionale. Attività che la città di Torino ha già messo in azione grazie, ad esempio, ai progetti e agli interventi di giustizia riparativa. Dal progetto “Ricominciamo” che prevede il protocollo d’intesa biennale che coinvolge la città di Torino, il corpo di Polizia Locale di Torino, la Procura per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta e l’associazione ASAI, al potenziamento dei servizi di prossimità e alla riqualificazione urbana e sicurezza integrata”.
La città di Torino, infatti, promuove percorsi di giustizia riparativa per i giovani autori di reato, il supporto alle vittime e la prevenzione della devianza minorile. Ma ha anche ampliato i servizi di prossimità che integrano i percorsi di giustizia riparativa, lavorando a stretto contatto con gli attori sociali del territorio. E, rispondendo alle criticità di alcune aree cittadine, l’assessorato alla sicurezza ha promosso un approccio che non si ferma alla repressione, ma che spinge oltre e punta fortemente sulla coesione, l’integrazione e le azioni di rigenerazione urbana per prevenire il disagio giovanile.
“Un Fondo Nazionale dedicato – conclude l’assessore Porcedda – consentirebbe di passare da interventi frammentati e temporanei a una strategia organica capace di rafforzare la presenza educativa nei territori, sostenere il protagonismo dei giovani e affrontare le cause profonde dei fenomeni di violenza evidenziati”.
In particolare la proposta del Fisu, pienamente condivisa dalla Città di Torino, prevede il potenziamento dei centri giovanili e degli spazi di aggregazione, la riqualificazione educativa degli spazi urbani, lo sport come strumento per la prevenzione del disagio, favorendo relazioni positive, inclusione, rispetto delle regole e sviluppo delle competenze sociali. Ma anche uno psicologo scolastico strutturale nelle scuole secondarie attraverso finanziamenti permanenti, l’istituzione di un educatore professionale dedicato al collegamento tra scuola, famiglie e territorio, la mediazione penale e giustizia riparativa per minori e giovani adulti, oltre all’investimento per monitoraggio e ricerca sul fenomeno della violenza giovanile, l’impatto degli interventi finanziati e la collaborazione con università e centri di ricerca.






