Guerra, la nuova stagione del TPE al Teatro Astra

Prosegue al Teatro Astra la riflessione dedicata al tema delle persone e delle loro trasformazioni, con la nuova stagione del TPE – Teatro Piemonte Europa dal titolo “Guerra”. In cartellone testi classici e contemporanei capaci di interrogare i conflitti come esperienze capace di modificare l’individuo, le relazioni e la collettività. In programma nuove produzioni TPE, prime e spettacoli firmati da artisti e artiste di ogni generazione.

“Eraclito definiva pólemos, il conflitto, padre di tutte le cose – dichiara il direttore del TPE Andrea De Rosa –. Ma la guerra è davvero il nostro destino? Una legge inevitabile dell’essere umano? La nostra stagione teatrale attraversa queste domande senza semplificarle, mettendo in dialogo testi classici e contemporanei, non soltanto per osservare la guerra come evento storico, ma per interrogarla come forza che abita insieme l’individuo e la collettività. Di fronte al massacro non ci sono vincitori. Non ce ne saranno mai. Astenendosi da qualunque tentazione di pacifismo o di bellicismo, bisognerebbe ricordare che in qualunque guerra anche i vincitori dovranno sempre provare vergogna. Questo il teatro lo sa fare. E lo deve fare”.

“La nuova stagione della Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa si distingue per la capacità di proporre spettacoli di qualità, attenti ai temi del nostro tempo e animati da una visione artistica coerente e lungimirante – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia –. Quest’anno il tema, quanto mai attuale, è quello della guerra e sarà un’occasione preziosa per riflettere, attraverso la forza emotiva ed evocativa del linguaggio teatrale, sui conflitti e sulle loro conseguenze. Il palcoscenico diventa così luogo di ascolto, confronto e scoperta: uno spazio vivo in cui interrogare il presente, promuovere la partecipazione dello spettatore, educare allo sguardo critico e rafforzare il senso di comunità. Un ringraziamento sentito va al presidente Giulio Graglia e al direttore Andrea De Rosa, che guidano con passione e competenza la Fondazione TPE e il Teatro Astra, e a tutte le persone che ogni giorno rendono possibile questo lavoro, con dedizione e professionalità”.

La stagione si apre con “Preghiera. Tempi di guerra” di Virgilio Sieni, produzione TPE in prima, un lavoro che presenta danze che non combattono, ma indicano alternative come l’impegno, l’attenzione, la forza di restare presenti e uniti attraverso il contatto e la vicinanza. Segue “Guerra civile”, nuova regia di Andrea De Rosa, produzione TPE in prima, nata dal confronto con la Pharsalia di Marco Anneo Lucano e con riscrittura drammaturgica affidata a Fabrizio Sinisi. Il percorso prosegue con “Quinto: non uccidere”, nuovo spettacolo di Massimiliano Civica tratto da una sceneggiatura di Ernst Lubitsch, e con “Oscar” di Antonio Latella, costruito intorno alla figura storica che ha ispirato il personaggio di Lady Oscar.

Tra i titoli della prima parte di stagione anche “Sherpa” di Roland Schimmelpfennig, messo in scena da Giorgina Pi a partire dai fatti del G8 di Genova; “LEO – L’unica arte è un pugno” di Girolamo Lucania, dedicato a Leone Iacovacci; e “Heroes” di Caterina Mochi Sismondi, che fa interagire il linguaggio del clown con il tema bellico. Ampio spazio sarà riservato alla ripresa di “Dracula”, produzione TPE che torna al Teatro Astra dopo il riscontro ottenuto e che sarà successivamente riallestita al Teatro della Pergola di Firenze.

Nel cuore della stagione, il dialogo tra Eschilo e Testori prenderà forma con “sdisOrè”, monologo ispirato all’universo dell’Orestea, e con la grande “Orestea” di Carmelo Rifici, presentata in due blocchi, con possibilità di maratone del fine settimana per la visione integrale. La Fondazione costruirà così una sorta di cantiere tragico, in cui la stessa materia mitica potrà respirare in formati, tempi e scale differenti. In programma anche “La Festa” di Leonardo Manzan, nata da una lunga residenza in Georgia, e “Lasciami andare, madre”, produzione TPE in prima con la regia di Valter Malosti, dal romanzo di Helga Schneider pubblicato da Adelphi, realizzata in collaborazione con Politecnico di Torino – Prometeo Tech Cultures.

La stagione proseguirà con “I Persiani” di Anagoor / Simone Derai, produzione TPE in prima, tragedia capace di assumere il punto di vista dei vinti, e con “Madre Coraggio e i suoi figli” da Bertolt Brecht, nella riscrittura di Paola Rota e Alessandro Paschitto, in occasione del settantesimo anniversario della morte dell’autore. Seguono “La futura classe dirigente” di Caterina Marino, costruito a partire da interviste a bambini e ragazzi sul loro futuro, e “Ruvido Umano” di Mariangela Gualtieri, accompagnata dall’artista torinese Lemmo, con regia di Cesare Ronconi.

Il mese di maggio darà spazio alla nuova generazione artistica e a dispositivi scenici ad alta partecipazione dello spettatore. “Risiko!”, progetto di Alessandro Paschitto e produzione TPE in prima, immaginerà il Teatro Astra trasformato in un grande tabellone di gioco, coinvolgendo il pubblico in una dinamica drammaturgica sul desiderio di conquista e sulla strategia astratta. “La tribù del calcio balilla” di Michele Eburnea e Rocco Placidi, produzione TPE in prima, utilizzerà invece il biliardino come campo di battaglia simbolico, dove emergono i meccanismi che modellano identità, educazione sentimentale e relazioni sociali.