In un Piemonte sempre più anziano, caratterizzato dall’aumento delle fragilità e dalla crescita delle persone che vivono sole, il Bilancio Sociale 2025 della Fondazione FARO restituisce un dato che va oltre la rendicontazione di un ente del Terzo Settore: misura il valore economico e sociale di un modello di assistenza che contribuisce concretamente alla sostenibilità del sistema sanitario regionale.
Il documento, illustrato a Torino davanti alle istituzioni cittadine e regionali, evidenzia come l’attività della Fondazione abbia generato nel 2025 un impatto economico pari a 14,5 milioni di euro di risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Un risultato reso possibile dall’assistenza domiciliare e residenziale erogata ai pazienti in cure palliative che ha consentito di liberare il 71,2% dei posti letto di medicina interna e oncologia della Regione Piemonte, contribuendo a ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere.
I numeri descrivono una realtà ormai strutturale del sistema di welfare territoriale: nel corso dell’anno la FARO ha assistito 657 pazienti nei 3 hospice e 1.523 persone a domicilio, accompagnando parallelamente le famiglie attraverso percorsi psicologici, sociali ed educativi che rappresentano una componente essenziale delle cure palliative.
Se da un lato il valore prodotto appare sempre più evidente, dall’altro il Bilancio Sociale porta all’attenzione un elemento di criticità che riguarda la sostenibilità economica del modello.
Nonostante il rilevante beneficio generato per la sanità pubblica, la Fondazione registra infatti un disavanzo superiore ai 2 milioni di euro, determinato dalla differenza tra il costo effettivo dei servizi e il loro riconoscimento economico da parte del sistema sanitario.
A sostenere questa differenza sono in larga parte i cittadini. Nel 2025 le attività di fundraising hanno raccolto quasi 2,9 milioni di euro, pari al 36% delle entrate complessive, confermando il ruolo strategico delle donazioni private nel garantire la continuità dei servizi.
Il Bilancio Sociale racconta inoltre una Fondazione impegnata nello sviluppo di nuovi strumenti per rispondere all’evoluzione dei bisogni della popolazione. Nel 2025 sono stati seguiti 381 nuclei familiari attraverso il Progetto Protezione Famiglie Fragili, realizzati 1.715 interventi di supporto psicologico a pazienti e familiari, sviluppati 9 progetti di ricerca che hanno prodotto 11 pubblicazioni scientifiche.
Accanto all’attività assistenziale, la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo culturale e formativo. Oltre 2.000 persone hanno partecipato alle iniziative promosse da Casa FARO, spazio permanente dedicato alla diffusione della cultura della cura, della consapevolezza e della solidarietà. Nello stesso ambito si collocano FARO a Scuola, progetto educativo rivolto agli studenti per sviluppare strumenti di comprensione delle fragilità umane, e la prima edizione di FARO Futuro, iniziativa realizzata con il coinvolgimento degli insegnanti individuati dalla Città di Torino per affrontare i temi della crescita, del benessere relazionale e dell’educazione emotiva.
Sul fronte dell’innovazione sociale, il 2025 ha visto il lancio del progetto Compassionate City, sviluppato insieme alla Città di Torino e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che punta a costruire un nuovo modello di welfare comunitario capace di coinvolgere istituzioni, associazioni, scuole, imprese e cittadini nella presa in carico delle fragilità e della non autosufficienza.
L’investimento sul capitale umano rappresenta un altro elemento distintivo del modello organizzativo. Con 177 operatori, il 73% dei quali donne, 269 volontari e 892 ore di formazione erogate, la Fondazione ha consolidato il proprio percorso di crescita ottenendo nel 2025 anche la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022.
Impatto ambientale, attenzione e coinvolgimento degli stakeholder del territorio, attività culturali e di divulgazione sono le azioni continuative che accompagnano il consolidamento della Fondazione nel tessuto sociale, confermato anche dal progressivo incremento delle donazioni. L’impegnativa trattativa per l’acquisto di San Vito che ha caratterizzato il 2025 si applica anche agli obiettivi 2026.
“Il Bilancio Sociale indica con chiarezza che le cure palliative non rappresentano soltanto una risposta sanitaria, ma un investimento sociale capace di generare valore per l’intera collettività – osserva il presidente della Fondazione FARO Giuseppe Cravetto – I risultati raggiunti dimostrano l’efficacia del modello FARO, ma evidenziano anche la necessità di una riflessione sul suo finanziamento. Oggi una parte significativa del valore che restituiamo al sistema è sostenuta dalla generosità dei donatori che coprono il 36% delle attività della Fondazione: sostenere FARO significa investire in un modello di cura che genera valore per l’intera comunità. Per affrontare le sfide demografiche che ci attendono sarà necessario rafforzare questa alleanza tra istituzioni, comunità e cittadini.”
Guardando al futuro, il piano strategico 2026 individua tre direttrici prioritarie: ricerca, formazione e innovazione digitale. Tra i progetti in fase di avvio figurano la nascita della FARO Academy, il potenziamento degli strumenti di telemedicina e il consolidamento delle attività territoriali nelle delegazioni di Lanzo e SAMCO.
Il Bilancio Sociale 2025 consegna così una fotografia nitida di una trasformazione già in atto: mentre l’invecchiamento della popolazione modifica profondamente la domanda di assistenza, le cure palliative si confermano non solo una risposta sanitaria indispensabile, ma una componente sempre più strategica dell’economia del welfare e della coesione sociale del territorio.
Per la Città di Torino era presente la vicesindaca Michela Favaro: “La Fondazione Faro è un esempio importante di impegno messo al servizio di un’intera comunità. Il tema delle cure palliative e dell’assistenza prolungata per i pazienti che necessitano di un supporto continuo è, nella società contemporanea, un argomento centrale, sempre più presente. Questo tipo di assistenza ha un impatto sia economico che fisico su molte famiglie e una realtà come Faro ha il merito di non lasciarle sole ma di offrire loro un supporto capace di fare la differenza. Le istituzioni, oltre a ringraziare realtà come questa, hanno il dovere di sostenerle”.
