Era presente anche l’assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino, all’inaugurazione del 241° anno accademico dell’Accademia di Agricoltura di Torino, che si è svolto il 18 maggio, nella Galleria Grande della Reggia di Venaria.
Si tratta di uno degli appuntamenti più autorevoli nel panorama italiano dell’istruzione, della ricerca agroalimentare e della cooperazione scientifica internazionale. La cerimonia rappresenta un momento di forte valore culturale e formativo per il settore agricolo, forestale, zootecnico e alimentare, con un focus sulle sfide della sostenibilità, dell’innovazione scientifica e del dialogo tra istituzioni accademiche e internazionali. Ad aprire i lavori, alla presenza del principe Alberto II di Monaco, i saluti istituzionali del Presidente del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Michele Briamonte, e del Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, Andrea Schubert.
L’Accademia di agricoltura nacque come Società Agraria il 24 maggio 1785, per Rescritto sovrano di Vittorio Amedeo III di Savoia, Re di Sardegna, in un periodo di prevalente cultura illuminista.
“La Società – ha detto nel suo intervento l’assessore al commercio Paolo Chiavarino – ha fornito una preziosa attività didattica e scientifica per gli agricoltori, a partire dalla fine del 1700 e per tutto il secolo XIX e oltre, utilizzando dapprima il cosiddetto “Orto sperimentale della Crocetta” e poi un altro terreno situato nella zona del Valentino che venne utilizzato fino agli anni venti di questo secolo. L’Accademia di Agricoltura di Torino rappresenta un pilastro storico, scientifico e strategico fondamentale per la nostra Città: supporta il Comune nella pianificazione delle strategie agroalimentari cittadine; valorizza le filiere corte nei mercati locali e nella ristorazione scolastica; offre consulenza scientifica per la diffusione e la gestione dei terreni agricoli urbani; aiuta la città a selezionare specie arboree resilienti alle ondate di calore; fornisce competenze biologiche per contrastare i parassiti che colpiscono i parchi torinesi e collabora con i tecnici comunali per tutelare gli ecosistemi del territorio fluviale e collinare”.
La relazione inaugurale è stata esposta dal presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino, Marco Devecchi, che ha sottolineato il crescente rilievo internazionale dell’istituzione: «Con questa edizione l’Accademia è proiettata a livello internazionale: un risultato importantissimo di riconoscimento delle attività perseguite nei settori agroforestali, zootecnici ed alimentari».
Momento centrale dell’inaugurazione la Lectio Magistralis della Magnifica Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, dal titolo “La forza della simbiosi: dal dialogo molecolare alla cooperazione tra le nazioni”. L’intervento ha approfondito il valore della collaborazione tra ricerca scientifica, università, istituzioni e comunità internazionali, evidenziando come il progresso nasca dalla capacità di creare relazioni e reti di conoscenza. «La simbiosi, nelle sue forme biologiche, molecolari e culturali, è la metafora più potente per descrivere come il progresso si generi davvero: non dall’isolamento, ma dalla capacità di entrare in relazione» ha dichiarato la Rettrice.




