Dal 22 gennaio al 31 marzo 2026 l’Archivio di Stato di Torino ospita la mostra fotografica Seeing Auschwitz – Uno sguardo su Auschwitz, commissionata da ONU e Unesco e realizzata da Musealia in collaborazione con il Museo Statale di Auschwitz-Birkenau.

Già allestita a Madrid, Londra, Parigi, New York e Charlotte negli Stati Uniti e a Johannesburg in Sudafrica, arriva per la prima volta in Italia, organizzata da Comunità Ebraica di Torino, Fondazione Gaetano Salvemini, Ambasciata di Polonia in Italia e Archivio di Stato, e sarà fruibile gratuitamente grazie al sostegno di Consiglio regionale del Piemonte, Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale, Città di Torino, Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Guglielmo De Lévy, Camera di commercio Torino, Unione industriali Torino, consolato di Polonia e Polo del ‘900. La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo.
“Seeing Auschwitz arriva a Torino – dichiara l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia – come tappa di un percorso internazionale che negli anni l’ha portata in diversi Paesi e in contesti culturali e istituzionali di rilievo. Un percorso di conoscenza e di riflessione, duro ma necessario, che a Torino sarà accessibile gratuitamente, grazie al sostegno delle molte istituzioni, in primis la Città di Torino, che hanno creduto fortemente nell’iniziativa. La mostra è un’occasione importante per le giovani generazioni e per tutta la comunità: un invito a confrontarsi con la storia, che continua a interrogare il nostro presente e a richiamarci a una responsabilità collettiva verso il futuro. Un ringraziamento va agli organizzatori e ai promotori di questa esposizione, che arricchisce ulteriormente il calendario delle iniziative che Torino, Medaglia d’oro della Resistenza, dedica al Giorno della Memoria”.
In esposizione circa cento fotografie scattate tra il 1941 e il 1944, che permettono di osservare il più grande centro di sterminio nazista attraverso tre punti di vista differenti: quello dei militari delle SS, che scattarono le immagini confluite poi nel cosiddetto “Auschwitz album”; quello dei prigionieri, attraverso rarissime fotografie scattate clandestinamente; e quello degli alleati, che effettuarono riprese aeree del campo durante le missioni di ricognizione. Un insieme di materiali documentari che mostra il funzionamento del sistema di sterminio, dall’arrivo dei deportati fino alla loro eliminazione, invitando a riflettere sul ruolo della fotografia come fonte storica.






