La sirena romana si racconta a Casa Tennis. Simona Quadarella tra sacrifici, sogni e vittorie

Dietro ogni sua bracciata c’è molto più dell’acqua che le si apre davanti: ci sono anni di disciplina, scelte quotidiane e un equilibrio costruito con pazienza. Nella cupola di Casa Tennis, allestita in piazza Castello in occasione delle Nitto ATP Finals, questo pomeriggio il pubblico ha accolto con calore Simona Quadarello, protagonista di un talk che ha messo in luce il volto autentico di una delle più grandi interpreti del nuoto azzurro.

Reduce dai due ori mondiali conquistati a Doha nel 2024, negli 800 e nei 1500 metri stile libero — successi che hanno bissato quello ottenuto a Gwangju nel 2019 — la nuotatrice romana ha ripercorso la propria carriera, segnata da un equilibrio costante tra sacrificio, disciplina e consapevolezza delle proprie priorità.

Quadarella ha descritto la sua vita da atleta come un percorso di scelte quotidiane e di dedizione assoluta, scandito da dieci allenamenti a settimana, solo contando quelli in acqua, spesso suddivisi in doppie sedute giornaliere da due ore. Nonostante il carico di lavoro, non ha però mai accantonato lo studio, dimostrando di voler mantenere uno sguardo aperto anche oltre la vasca.

Al centro del suo racconto è emersa la convinzione che vincere sia importante, ma riconfermarsi lo sia ancora di più: un principio guida questo presente sia nella sua crescita personale e che in quella sportiva. Fondamentale, secondo la campionessa, è anche la capacità di restare se stessi, un valore trasmesso dalla famiglia e custodito come bussola nella vita di ogni giorno.

Quadarella ha anche ricordato come il suo rapporto con il nuoto sia rimasto pressoché immutato nel tempo: già da bambina, infatti, viveva questo sport con serietà e dedizione, coltivando il sogno di entrare nella Nazionale. Il soprannome “Veleno”, datole dalla madre, continua così a rappresentarla ancora oggi, simbolo di un agonismo naturale e di una determinazione che emergono fin dai primi metri di ogni gara.

Guardando al futuro infine, la campionessa ha detto di non vedersi al momento nei panni di allenatrice, pur non escludendo la possibilità di restare nel mondo dello sport in un ruolo diverso, più esterno ma comunque a contatto con gli atleti.

L’incontro a Casa Tennis ha offerto al pubblico un ritratto autentico di Simona Quadarella, un’atleta che coniuga talento e tenacia, determinazione e umiltà, e che continua a rappresentare uno dei volti più luminosi e solidi dello sport italiano contemporaneo.