Dalle vecchie uniformi della Polizia Locale a nuovi capi e accessori artigianali: a Torino la sostenibilità si cuce su misura. L’iniziativa, nata all’interno del progetto RiVestiTo, con cui la Città di Torino sperimenta un modo innovativo di trattare i tessili dismessi trasformandoli da rifiuto a risorsa, è stata premiata a Ecomondo, alla Fiera di Rimini, durante la 15ª edizione del Premio Sviluppo Sostenibile, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Italian Exhibition Group, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Il progetto è stato selezionato tra i dieci migliori esempi italiani di economia circolare per l’approccio sistemico e integrato che, partendo dal riutilizzo delle divise della Polizia Locale, coinvolge artigiani, negozi e aziende tessili nella creazione di una rete di riutilizzo, riducendo scarti e rifiuti e introducendo strumenti di tracciabilità digitale dei materiali.

RiVestiTo è una delle sperimentazioni promosse dalla Città di Torino per rafforzare l’economia circolare e ridurre l’impatto ambientale. L’iniziativa punta a incrementare il recupero di materiali tessili, elettrici ed elettronici e a valorizzare le attività di riuso già presenti sul territorio, sostenendo imprese, artigiani e cittadini nel percorso verso la transizione ecologica.
Per la parte dedicata al tessile, l’iniziativa è realizzata in collaborazione con Atelier Riforma, Mercato Circolare e Huulke, nell’ambito del programma europeo Horizon Europe Climaborough, che coinvolge dodici città europee impegnate per la neutralità climatica.
La sperimentazione ha permesso di creare un protocollo innovativo che, in via temporanea, consente di trattare le uniformi dismesse come beni e non come rifiuti. Sono stati oltre mille i capi recuperati, di cui 817 redistribuiti a dodici artigiani e artigiane torinesi che li hanno trasformati in nuovi manufatti.
«Questo progetto dimostra come l’innovazione normativa e la collaborazione tra enti pubblici, imprese e artigiani possano generare soluzioni concrete per ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse – ha dichiarato Chiara Foglietta, assessora alle Politiche per l’Ambiente della Città di Torino –. L’iniziativa diffonde una cultura del riuso che coinvolge istituzioni e cittadinanza in un cambiamento reale verso la sostenibilità».
«Siamo orgogliose di questo riconoscimento – aggiungono Elena Ferrero di Atelier Riforma e Nadia Lambiase di Mercato Circolare –. Il progetto dimostra che i tessili post consumo, prima di diventare rifiuti, possono avere ancora una lunga vita e alimentare la moda circolare. La nostra speranza è che questo progetto possa diventare un modello replicabile in altre città e situazioni, aprendo la strada a nuove sperimentazioni che possano ridisegnare il concetto di rifiuto».
L’esperienza torinese si conferma un modello concreto di economia circolare locale, capace di trasformare ciò che era scarto in opportunità per l’ambiente e per la comunità.

