Restituita alla GAM l’opera trafugata di Lorenzo Delleani, recuperata dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri

Torna alla GAM dopo oltre quarant’anni l’opera Paesaggio con figure e temporale sullo sfondo del pittore Lorenzo Delleani, olio su ceramica trafugato dal museo torinese nei primi anni Ottanta insieme ad altre sei opere d’arte, e recuperata dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza. Alla cerimonia di restituzione, questa mattina alla GAM, erano presenti il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, il comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza Michele Minetti, il presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio e la direttrice della GAM Chiara Bertola.

In apertura del suo intervento, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha ricordato la tragedia di Castel d’Azzano, nel veronese: “Desidero esprimere vicinanza, a nome mio, della Giunta comunale e di tutta la città di Torino, a tutta l’Arma dei Carabinieri per la tragedia che ieri sera l’ha colpita. Oggi cercheremo di rendere onore alle persone che sono mancate, per le quali è stato proclamato il lutto nazionale. Oggi all’Arma, e in particolare al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, esprimo anche la mia gratitudine per il lavoro investigativo e di recupero dell’opera di Delleani, che oggi viene restituita alla Gam”.

Il sindaco ha poi introdotto il tema della ristrutturazione e il rilancio della GAM, sottolineando il valore strategico della cultura per Torino: “La GAM è un fiore all’occhiello di Torino nel panorama italiano e internazionale, che ha bisogno di un rilancio, a partire dalla rivisitazione degli immobili e degli spazi. Ci sono già molti progetti in corso, e per questo ringrazio l’assessora Purchia, la direttrice e il presidente Broccio, cui ho affidato la presidenza di una fondazione complessa ma fondamentale, poiché, insieme agli altri luoghi della Fondazione Torino Musei, rappresenta un patrimonio essenziale per la città, capace di generare cultura diffusa, ricadute economiche e di rafforzare l’attrattività di Torino, oltre a custodire opere di grande valore culturale. Con l’assessora Purchia stiamo lavorando da tempo, e siamo a buon punto rispetto ai progetti che vogliamo realizzare nei prossimi anni. L’obiettivo è rendere questo luogo non solo pienamente funzionale, ma anche capace di riaffermarsi come polo culturale, perché la GAM è nata con questa ambizione e la incarna tuttora”.

In conclusione, il sindaco ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel porre la cultura al centro delle politiche cittadine: “Ieri abbiamo presentato le nuove linee del Piano Regolatore, che dovrebbe essere operativo entro pochi mesi. Uno dei suoi assi fondamentali riguarda proprio i luoghi della cultura, cifra distintiva di tutte le grandi città e anche della nostra. Torino eredita spazi straordinari e iconici, progettati da architetti di prestigio, che al loro interno custodiscono opere di grande pregio. Questa amministrazione ha puntato tutto sulla cultura, dai fondi del PNRR per la rigenerazione delle biblioteche al dossier per la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. È un investimento importante e concreto sulla cultura, presidio di democrazia e di libertà. Credo che in un momento come questo, in cui dal mondo arrivano tante notizie negative, dire che Torino investe nella cultura e nei suoi luoghi sia un grande segnale di speranza. Ringrazio quindi tutte e tutti coloro che lavorano a questo obiettivo, con dedizione e competenza, scientifica e culturale”.

Il maggiore Michele Minetti, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza, dopo aver ricordato i colleghi scomparsi, ha ricostruito il percorso di recupero dell’opera artistica: “Oggi l’occasione sarebbe quella di una festa, ma capirete bene che il nostro pensiero va ai colleghi che non ci sono più. L’Arma continua ad ogni modo a fare il suo dovere, che nel nostro campo si traduce nella ricerca delle opere d’arte sottratte nel tempo dai musei italiani, cercando di drenare i canali della ricettazione. Quest’opera di Lorenzo Delleani – ha proseguito il maresciallo – è stata individuata in una casa d’aste bresciana. Grazie al nostro database, che dal 1969 continuiamo ad aggiornare con tutte le opere d’arte rubate, abbiamo ottenuto un riscontro positivo. Abbiamo quindi ricostruito la vicenda a partire dal furto, avvenuto nel 1982: un colpo consistente, che aveva portato via sette opere, tra cui questo olio su ceramica del maestro Delleani. Ripercorrendo le tracce dell’opera, abbiamo verificato che era stata messa in vendita da un’ignara signora, alla quale l’aveva lasciata il padre. L’uomo, a sua volta, l’aveva ricevuta come corrispettivo per l’installazione di un antifurto in una galleria d’arte di Torino. Il gallerista non è più in vita e la galleria non esiste più, per cui non è stato possibile ricostruire con esattezza come l’opera vi fosse confluita. Sappiamo però che l’approdo in quella galleria risale a pochi anni dopo il furto. Non ci sono quindi indagati, ma il ritorno a casa dell’opera, individuata sul mercato grazie all’attività costante che il nostro Nucleo svolge, senza interruzione, dal 1969”.