Si intitola Mostri la stagione 2025-2026, il primo capitolo del ciclo triennale che il Teatro Astra dedica al tema dell’identità e che prende il nome di Persone. Nei due anni successivi, la programmazione continuerà con Guerra e Amore, per interrogarsi su come l’individuo possa trasformarsi quando attraversa esperienze estreme.

“Ancora una volta il Teatro Astra si distingue – ha dichiarato l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia – per la capacità di proporre stagioni teatrali profondamente attente ai temi del nostro tempo, di qualità e animate da una visione artistica coerente e lungimirante. Con la presentazione dei temi delle prossime tre stagioni – Mostri, Guerra e Amore – TPE offre al pubblico un vero e proprio percorso di pensiero, che analizza il presente e si interroga sul futuro. Un ringraziamento va al presidente Giulio Graglia e al direttore Andrea De Rosa, che guidano con passione e competenza TPE – Teatro Astra, e a tutte le persone che ogni giorno rendono possibile questo lavoro, con dedizione e professionalità”.
Ad aprire la stagione sarà Dracula, dal romanzo di Bram Stoker, con la regia di Andrea De Rosa, seguito da La città dei vivi, tratto dal libro di Nicola Lagioia, diretto da Ivonne Capece. La compagnia Fanny & Alexander proporrà uno spettacolo ispirato a Charles Manson, mentre Atomica dei Muta Imago nasce dalla corrispondenza tra il filosofo Günther Anders e il pilota che sganciò la bomba su Hiroshima. Tra gli altri titoli in cartellone Gli angeli dello sterminio di Giovanni Testori, diretto da Antonio Latella, Antigone nella rilettura di Roberto Latini, Anatomia di un assassinio, progetto firmato da Chiara Muti in collaborazione con il Teatro Regio Torino, e Shakespeare / Poemetti di Valter Malosti. Lucilla Giagnoni sarà in scena con A pelle nuda sul palco, mentre Federica Rosellini dirigerà iGirl di Marina Carr. La figura del mostro, intesa in senso fisico, simbolico, letterario e sociale, si riflette anche in una serie di spettacoli che indagano forme contemporanee di mostruosità: il decadimento mentale in Enrico IV (regia di Giorgia Cerruti), il desiderio e la rimozione in Improvvisamente l’estate scorsa (Stefano Cordella), l’emarginazione sociale in Bloomsville (Valentina Renna), la violenza politica in LUI (Ashkan Khatibi), la disillusione in Pinocchio (Davide Iodice), i limiti narrativi in Biancaneve (Andrea Lucchetta), il Mediterraneo come spazio critico in A place of safety (Enrico Baraldi e Nicola Borghesi). Chiude il cerchio La tempesta diretto da Alfredo Arias, con la provocazione finale: forse, il mostro siamo noi.
Accanto alla stagione principale, prosegue l’attività in tournée, con Orlando da Virginia Woolf, diretto da Andrea De Rosa e interpretato da Anna Della Rosa, che riparte da Torino per una nuova serie di date. Continua anche Wonder Woman di Antonio Latella, che ha riscosso un forte impatto affrontando il tema della violenza sessuale e del diritto alla giustizia.
La riflessione sui mostri attraverserà anche i linguaggi del corpo e della danza. La rassegna Palcoscenico Danza, curata da Paolo Mohovich, porterà in scena creature mitologiche, identità ibride e deformazioni simboliche, in una serie di spettacoli che includono compagnie italiane e internazionali. In dialogo con la stagione, la trentesima edizione del Festival delle Colline Torinesi, in programma dall’8 ottobre al 3 novembre in diversi luoghi culturali della città, si apre con iGirl, segnando una sinergia artistica sempre più consolidata con la Fondazione TPE.
