L’Energy Center ha preso forma, a settembre la consegna al Politecnico

L’Energy Center di Torino, il cui cantiere è ormai giunto alla conclusione, sarà il terminale di una rete di istituzioni, imprese, università, fondazioni che condividono un obiettivo: sostenere la ricerca in questo ambito, condividere soluzioni, attrarre finanziamenti europei, nazionali e privati, affrontare il tema dell’energia sotto i suoi molteplici aspetti, compresi quelli della sostenibilità e della riduzione del consumo, stimolare l’innovazione.

Il centro è nato su iniziativa di Città di Torino, Regione Piemonte, Politecnico, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt. Un investimento complessivo di 20 milioni di euro, sostenuto in gran parte con le risorse della programmazione 2007-2013 dei fondi Fesr (14 milioni) erogati dalla Regione Piemonte e per la restante parte da Compagnia di San Paolo (4 milioni) e Fondazione Crt. Il terreno su cui sorge è stato concesso dal Comune. Settemila i metri quadrati totali da riqualificare e riconvertire, di cui 5mila destinati al centro e 2mila di parcheggio pertinenziale.

“Il nuovo centro integra un bacino fatto di numerosi e in parte storici centri di ricerca che diventerà ulteriormente un attrattore di nuove attività. Un bacino che è l’ultimo miglio dell’innovazione, quello che dà accesso all’applicazione – ha detto il sindaco Piero Fassino. Per questo l’Energy Center è il paradigma di quel che è diventata la nostra città: un punto di intersezione tra ricerca, innovazione e applicazione”

La struttura sarà gestita dal Politecnico, che ha emesso un bando per la ricerca di potenziali partner. Hanno risposto in 16, tra questi colossi come Fca, Edison, Telecom, ma soprattutto State Grid Corporation of China, la più grande azienda di distribuzione e produzione energetica del pianeta. Presente anche l’incubatore del Politecnico I3P e Jrc, Joint Research Center, il “servizio di scienza e conoscenza” della Commissione europea che sta pensando di creare, come ha spiegato Giovanni De Santi, membro del board dell’Istituto, un network ufficiale tra gli Ec europei. Che, per ora sono due: i laboratori di Ispra (Varese) dove ha sede il Joint Research Center, e il Jrc di Petten, in Olanda.

I partner dell’Ec lavoreranno quindi sotto lo stesso tetto, condividendo gli spazi ma anche collaborando su progetti comuni, soprattutto se a mettersi attorno a un tavolo a condividere un’idea sono partner con competenze diverse, che possono far nascere soluzioni nuove per problemi nuovi. In piena logica sharing o, se si preferisce, di open innovation. È questa la forza del nuovo centro, quella di essere un punto di incontro tra problemi, innovatori e realizzatori di soluzioni.

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La struttura vede al piano terra la reception e una grande sala macchine. Poi due piani di uffici e, all’ultimo piano, un open space. Il tetto è una terrazza pensata per collocarvi grandi macchine.

La struttura sarà definitivamente ultimata entro giugno e a settembre sarà consegnata al Politecnico per l’insediamento di laboratori e imprese.

 

Immagini di un cantiere mese per mese

La visita al cantiere il 15 aprile 2016