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Festa della Repubblica, cerimonia alla caserma Montegrappa

L’intervento della sindaca Chiara Appendino

Esattamente un anno fa, per la prima volta, celebravamo la ricorrenza della Festa della Repubblica lontani da piazza Castello. Dove, da sempre – per celebrare la nascita della Repubblica Italiana – veniva issato il nostro Tricolore e i simboli del nostro Paese si innalzavano davanti a coloro che ne sono i reali detentori: le cittadine e i cittadini che, in quella piazza, non hanno mai fatto mancare la loro presenza. Confermando il legame e il rispetto verso ciò che ci unisce e che ci ricorda quali sono i valori che rendono grande l’Italia.

Per mano e iniziativa di quegli stessi cittadini, il Tricolore ha sventolato a lungo da quei balconi che negli ultimi 14 mesi abbiamo imparato a conoscere particolarmente bene.

Nei momenti di difficoltà, quando è necessario unirsi per affrontare un nemico comune, la nostra bandiera è il primo simbolo sotto il quale la maggior parte dei cittadini, spontaneamente, si riunisce.

E’ stato così negli ultimi 75 anni, è stato così nel 2020 e continuerà ad essere così, fintanto che quei valori continueranno ad essere portati avanti, sostenuti e tradotti in gesti concreti.

Ora, è passato solo un anno da quella prima celebrazione senza i volti dei nostri concittadini ad accompagnarci, eppure – almeno a me – sembra un periodo molto più lungo.

In questi 365 giorni abbiamo attraversato ripide salite, discese apparenti e nuovamente risalite. Abbiamo fatto esperienza della sofferenza, ma anche della forza di reagire. Abbiamo visto persone a noi care andare via, ma anche perfetti sconosciuti che hanno lottato ogni giorno affinché vincesse la vita. Abbiamo visto lo sconforto di chi stava perdendo tutto, ma anche Istituzioni, aziende, associazioni e cittadini muoversi come un sol uomo per fare in modo che ognuno perdesse un po’ meno.

Oggi, sembra si possa dire, siamo ancora qui, ma lo scenario nel Paese è profondamente cambiato e continuerà a cambiare. In meglio. Oggi, la parola “ripartenza” assume un significato completamente nuovo, specie alla luce della campagna vaccinale che sta procedendo spedita e che ha già messo al sicuro molti dei nostri concittadini.

Quella di oggi è l’occasione per ricordare i tanti sacrifici fatti dal nostro Paese nell’ultimo anno, l’altissimo prezzo pagato in termini di vite umane, di rapporti umani, di crisi socio-economica. Ma anche per ringraziare chi da tutto questo ci sta portando fuori.

Adesso è davvero ora di accelerare e pensare pienamente al futuro. Facciamo che da questa terribile esperienza ci siano lezioni da imparare per costruire il futuro nostro e delle prossime generazioni.

Ripartiamo da ciò che non può più rimanere indietro. La scuola, la sanità, le persone più in difficoltà, l’ambiente, la cultura dell’innovazione. In altre parole, ripartiamo dai valori rappresentati da quel Tricolore che oggi onoriamo. E torniamo a dare appuntamento in piazza, per il prossimo anno, a tutti i nostri concittadini.

Viva l’Italia.

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