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Cosa leggere? “Dracula”, di Bram Stoker

Esistono i vampiri? La credenza dei vampiri sembra universale, ed è documentata e ripetuta fin dall’antichità: sul vasellame assiro e babilonese, nei caratteri del greco antico, dell’ebraico, del sanscrito e negli ideogrammi cinesi. 

Il vampiro è demone antico e ubiquitario, ma la genealogia letteraria da cui “Dracula” discende ne colloca l’origine nella Grecia moderna all’inizio del romantico XIX secolo. Il Dracula di Stoker di giorno ha l’aspetto del bel giovane e la notte nelle sembianze di un grande cane nero si disseta con il sangue delle vittime.

L’ispirazione del personaggio protagonista venne a Bram Stoker in occasione di una cena con amici, tra i quali Sir Richard Burton, autore di una serie di racconti “Vikram e il Vampiro”. Nasce così il “non morto” più celebre della letteratura e della filmografia dell’ultimo secolo, l’unico che contende a Frankenstein il primato dell’orrore.

Furono, per l’autore, sette anni di ricerche e stesure intermittenti che terminarono nel 1897 con la prima uscita del libro che originariamente avrebbe dovuto avere come titolo “The Un-Dead” (il non morto) e che solo in bozza diventerà finalmente “Dracula”.

Non appena completato il romanzo, Stoker ne realizzò una trasposizione teatrale. Nel 1899 uscì la prima edizione americana di Dracula, accompagnata dalla pubblicazione a puntate sul giornale newyorkese “Sun”.

Antonella Gilpi

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