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Gli azzurri e un “Calcio per la Pace”

di MaIMG_9657smallrco Aceto e Gino Strippoli

A due anni di distanza dall’incontro contro la Repubblica Ceca, la Nazionale allenata da Antonio Conte fa il suo ritorno a Torino per affrontare l’Inghilterra in amichevole. E’  la trentacinquesima volta che l’Italia disputa una partita nel capoluogo piemontese. L’evento, che fa parte del ricco calendario delle manifestazioni di Torino Capitale Europea dello Sport, si giocherà allo Juventus Stadium martedì 31 marzo. Per l’occasione la Federazione Italiana Gioco Calcio, in collaborazione con la Città di Torino, ha varato il programma “Torino Città Azzurra”: una serie di attività culturali, sportive e di solidarietà.


Il connubio tra la Nazionale di calcio e la Città di Torino – ha sottolineato il presidente della FIGC Carlo Tavecchiodura da oltre un secolo e costituisce un elemento fondamentale nella storia del calcio italiano. Anche la scelta dello stadio non è casuale perché ritengo che lo Juventus Stadium rappresenti una delle nostre importanti eccellenze per quanto riguarda l’impiantistica sportiva. Amo molto la vostra città e proprio qui è nata il 16 maggio di centodiciassette anni fa la Federazione Calcistica.  La Nazionale in quell’occasione indossava una maglia bianca. Italia e Inghilterra non è una partita qualunque. I britannici hanno inventato il calcio e lo hanno regolamentato. Dobbiamo essere uniti intorno al sistema azzurro e chiedo ai torinesi di darci il massimo sostegno”.
Vorrei ringraziare tutti – ha sottolineato il sindaco Piero Fassino – e in particolare il presidente Tavecchio per aver scelto Torino per un incontro di calcio così significativo. Italia e Inghilterra hanno fatto la storia del calcio mondiale come del resto l’hanno fatta la Juventus e il Torino per quella italiano. Quest’anno siamo la Capitale Europea dello Sport e la partita fa parte di calendario molto fitto di manifestazioni di carattere nazionale e internazionale. Spero che la gara possa entusiasmare gli sportivi i quali, ne sono certo, accorreranno numerosi allo Juventus Stadium”.
Nella giornata dedicata al calcio, oggi pomeriggio è stato anche presentato a Palazzo Civico l’evento internazionale “Un calcio per la Pace” i cui protagonisti saranno sette bambini di undici anni israeliani e altrettanti ragazzini palestinesi, provenienti da piccoli villaggi del nord, non lontani dai Territori Occupati, tutti appassionati di calcio. I ragazzi si conosceranno in aereo e impareranno a stare insieme in armonia, visitando la città e incontrando i calciatori di Juventus e Torino. I giovani giocatori disputeranno un torneo a sei squadre, mercoledì 25 marzo all’impianto sportivo del Cit Turin. Il tutto all’insegna dell’amicizia e della fratellanza. La partita si inserisce nella Giornata Internazionale per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali promossa dalle Nazioni Unite. “Un Calcio per la Pace”, attraverso le squadre israeliane e palestinesi, si inserisce nel progetto congiunto di Juventus FC e Centro UNESCO di Torino “Un Calcio al Razzismo: Gioca con me”. Il progetto è patrocinato dai Comuni di Torino e Bruzolo, Torino Capitale Europea dello Sport 2015, dalla Regione Piemonte, dal Centro UNESCO di Torino, dal SIOI, Partita del Cuore e realizzato in collaborazione con Juventus FC e Torino FC, dall’Union Valle di Susa Calcio, dal Palio dei Quartieri e Cit Turin,
Il sindaco Piero Fassino in proposito ha dichiarato durante la presentazione avvenuta in Comune: “Semi di pace: chi meglio dei bambini può rappresentare la speranza che possa esserci un futuro senza conflitti? Quale strumento meglio del gioco di squadra può rappresentare la capacità di superare le fratture, le divisioni? E’ questa l’immagine che crediamo debba accompagnare l’iniziativa “Un calcio per la pace”, con la quale Torino Capitale Europea dello Sport guarda fuori dai propri confini e getta- appunto- un seme di amicizia. Lo sport può e sa essere dialogo, accoglienza, coscienza civica e solidarietà. Una partita che veda insieme bambini israeliani e palestinesi rappresenta un motivo di fiducia. Quella stessa fiducia che guida l’impegno di molti di noi per raggiungere la pace in quella terra”.

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