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Piano operativo della sicurezza stradale. Verso una “vision zero”

Ridurre entro un anno del 5% il numero degli incidenti nel perimetro urbano e adottare una “vision zero”, vale a dire niente morti o feriti gravi sulle strade di Torino, invertendo drasticamente questa contabilità entro il 2050. E’ questo l’obiettivo della decisione assunta oggi dalla Giunta Comunale, segnando un ulteriore passo in avanti nell’impegno ad adottare politiche di sicurezza stradale efficaci.

Dall’esame dei conteggi sui sinistri accaduti nelle vie cittadine, (sistema TWIST – Sistema Trasmissione Web Incidenti Stradali-Portale Sicurezza Stradale della Regione Piemonte) si è osservato che, dai picchi del 2001 (10.015 incidenti, 69 vittime e 7965 feriti), è in atto una tendenza alla diminuzione e i dati del 2018, a confronto con quelli del 2017, evidenziano ad esempio che il trend è in diminuzione e scende anche il numero delle vittime (nel 2017 si verificarono 5152 incidenti con 4473 feriti e 36 persone decedute, nel 2018 si sono contati 4899 incidenti con 4258 feriti e 31 vittime).

Le statistiche indicano che cala il numero di pedoni feriti, mentre è invariato il numero di vittime investite, pur attestandosi sui valori più bassi degli ultimi anni: sono stati 768 i pedoni feriti e 17 le vittime tra i pedoni nel 2010. Mentre il 2016 si è chiuso con 609 feriti e 13 vittime, nel 2017 i pedoni feriti sono stati 599 e le vittime 11 analogamente al 2018, (i feriti sono stati 558).

“Benché ci sia una tendenza al miglioramento per gli utenti deboli, si tratta di un numero di vittime inaccettabile e che deve far riflettere – sottolinea Maria Lapietra, assessore comunale ai trasporti e alla viabilità – anche perché dall’aggiornamento delle statistiche a livello nazionale è emerso che il trend virtuoso generale degli anni 2001-2014 sta rallentando. Alla luce di questi dati, e considerando che le linee programmatiche dell’Amministrazione aspirano a una visione che azzeri il numero di vittime negli incidenti stradali, è necessario compiere un ulteriore passo avanti nelle politiche di sicurezza stradale”.

Il documento avallato oggi trova ispirazione nei Paesi del Nord Europa. Nel 1997 il parlamento svedese approvò un piano “Vision Zero” che aveva come obiettivo l’azzeramento delle morti in incidenti stradali entro il 2020. Oggi “Vision Zero” è un programma internazionale a cui partecipano diversi stati – tra i quali la Norvegia, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti.

La Svezia è uno dei Paesi con le strade più sicure al mondo. Il numero di morti causati da incidenti stradali è di 3 ogni centomila abitanti, molto al di sotto della media dell’Unione Europea (5,5) e di quella italiana (6,2). In Svezia si è ridotto anche il numero assoluto degli incidenti mortali: negli anni Settanta erano più di 1.500 l’anno, nel 2013 sono diventati meno di 300.

“Vision Zero – aggiunge Maria Lapietra – è una espressione che non indica un sistema organizzativo o un dispositivo fisico per la sicurezza stradale, ma un approccio alla base delle azioni da realizzare, e si basa sull’assunto che la vita e la salute non sono aspetti che possono essere monetizzati o scambiati con altri benefici”.

Entrando nel merito degli obiettivi generali vi è dunque riaffermato l’impegno a ridurre del 5% del numero dei sinistri entro il 2021, in coerenza con le indicazioni del programma comunitario, del Piano Nazionale e del Piano Regionale della Sicurezza Stradale. In tal senso si provvederà a far diventare il piano di Vision Zero nell’ambito della revisione del PUMS favorendo la crescita di una nuova cultura della sicurezza stradale nella popolazione, in particolare nei giovani, per cui gli incidenti stradali sono la prima causa di morte.

E poi diminuire l’incidentalità nelle intersezioni, in quanto luoghi con i più alti indici di lesività. Ridurre l’incidentalità nei tronchi della rete stradale primaria che presentano indici di lesività particolarmente elevati, in particolare si tratta di strade classificabili nelle tipologie D ed E del codice della strada, dove il fenomeno dell’eccesso di velocità rimane problematico. Infatti in Torino gli assi di scorrimento principali svolgono diverse funzioni, dall’accesso al sistema tangenziale e autostradale, all’attraversamento dell’agglomerato urbano.

Tra le strategie d’intervento sono previste azioni concrete sui sistemi infrastrutturali e di mobilità a massimo rischio con interventi che modifichino la conformazione stradale o i regimi viabili per la riduzione del rischio. Si collocano in tale ambito i progetti sicurezza e la gestione telematica di tronchi della rete stradale primaria. Saranno studiati interventi di “traffic-calming” coordinati con il Piano Metropolitano della Mobilità e con il miglioramento dell’efficienza in corso della rete del Trasporto Pubblico Locale. La conseguente maggior competitività del Trasporto pubblico locale consentirà la ridefinizione della rete viabile favorendo la pedonalità, la ciclabilità e l’ulteriore riqualificazione dello spazio pubblico. In tale strategia si inquadra lo sviluppo delle “zone 30”, la pedonalizzazione di sedimi ad alta valenza urbana, lo sviluppo delle “zone a traffico limitato”, il potenziamento delle “corsie riservate” al TPL e lo sviluppo della mobilità ciclabile.

Saranno inoltre adottate azioni sul comportamento: con campagne di comunicazione e di sensibilizzazione (scuole, locali notturni, ecc.), l’educazione stradale nelle scuole secondo le diverse fasce d’età (prima formazione, patentino ciclomotore, patente), la formazione dei conducenti (corsi di guida sicura) e l’aumento dei controlli e delle sanzioni anche mediante apparecchiature automatiche omologate sugli assi viari individuati dal Prefetto. E’ prevista la costituzione di un osservatorio permanente sulla sicurezza stradale per sviluppare l’azione di monitoraggio e la diffusione delle informazioni sulla sicurezza, sull’attuazione del piano e sui risultati conseguiti. Saranno adottate azioni di coordinamento e condivisione con la Consulta della Mobilità ciclistica e della moderazione del traffico della Città di Torino e con le associazioni presenti sul territorio che a vario titolo si occupano delle tematiche relative alla sicurezza stradale e dell’assistenza alle vittime della strada. Saranno approfondite le possibilità atte a favorire il rinnovo del parco circolante con nuovi modelli dotati di sistemi di sicurezza attivi e passivi, anche attraverso le limitazioni alla circolazione dei veicoli non ecologici, le verifiche periodiche sui gas di scarico e gli ecoincentivi.

Adottate anche azioni di natura sanitaria e medica: coordinamento con l’educazione sanitaria mediante campagne di sensibilizzazione sugli effetti di droga e alcol, norme di primo soccorso, servizi medici di emergenza. Sarà infine dato corso al reperimento di risorse economiche attraverso percorsi di sponsorizzazione, uniti alla partecipazione a bandi europei e/o l’adesione a forme di associazione utili al perseguimento degli obiettivi enunciati nel presente provvedimento.

Tutti gli interventi saranno accompagnati da una campagna di comunicazione che prevede la sensibilizzazione della cittadinanza attraverso una dettagliata pianificazione che spazia dagli spazi riservati alla affissioni all’uso dei social.

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