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Imprenditori in classe per aiutare i ragazzi a scoprire i loro talenti

di Mariella Continisio

Zerboni 1 Sessanta ragazzi del terzo anno dell’istituto tecnico Romolo Zerboni, che prepara i giovani a diventare tecnici nei settori meccanico, elettronico e impiantistico, si sono ritrovati questa mattina alle 9 per partecipare a una lezione speciale sul mondo del lavoro. Divisi in cinque gruppi, tutti molto motivati, hanno dato vita a un gioco di ruolo. Hanno immaginato di essere manager impegnati  nei settori dell’export, della qualità, dei progetti europei, della produzione di birra, del marketing e individuare che dei professionisti presenti svolge  realmente quell’attività.

Artiom, di origine ucraina a Torino da 13 anni, è divertito:  “Mi è piaciuto molto immedesimarmi nel birraio. Oggi ho imparato molte cose e ho potuto fare qualche passo avanti per conoscere il mondo del lavoro”.

Dopo un breve intervallo, di nuovo tutti insieme, cercando di fare silenzio perché era forte la voglia di fare commenti con il vicino, si sono seduti in una grande aula ad ascoltare le esperienze degli undici professionisti che hanno deciso di mettere a disposizione  la loro esperienza umana e professionale.  Tutti fanno parte dell’associazione Yes4To, – che unisce 18 gruppi di giovani imprenditori e professionisti   – che collabora, insieme all’Agenzia Piemonte Lavoro, alla realizzazione del progetto Una nuova cultura del lavoro orientata dai talenti, promosso dall’assessorato alle Politiche educative della Città nell’ambito del Piano Adolescenti.

Con i loro interventi hanno cercato di trasmettere un’iniezione di fiducia e di speranza: li hanno spronati a perseguire i propri sogni con coraggio e a non spaventarsi di nulla. Li hanno incoraggiati a considerare la ricerca del lavoro come un percorso in cui ciò che conta è come ci arrivi e a considerare lo studio  un’arma di difesa contro i tranelli della vita. Li hanno incitati a trovare buoni compagni di viaggio, ad avere voglia di conoscere e amare il modo fuori casa e a non avere paura dei fallimenti perché sono momento di crescita.

Questa mattina ha salutato i ragazzi anche Mariagrazia Pellerino, assessore alle Politiche educative: “In un momento di crisi economica come quello attuale è difficile per i ragazzi avere un immaginario del lavoro. Per questo può essere importante avere un confronto con fratelli e sorelle maggiori che partendo dai loro progetti possono aiutarvi a trovare i talenti che sono in ciascuno di voi”.  

Zerboni3Al termine della mattinata Nicolas  ha commentato: “Mi piacerebbe fare il meccanico. Vorrei avviare un’officina tutta mia.  E’ stato un incontro interessante che mi ha fatto capire com’è il mondo fuori. Ho scoperto che è molto diverso da come lo immaginavo”.

Simone è timido, subito mi dice che non sa cosa farà da grande. Poi, dopo un breve esitazione, racconta che gli piacerebbe collaudare auto: “So che devo studiare, ma a volte la motivazione non è così forte. In questo periodo ho alcune materie  da recuperare”.

Gli studenti hanno ascoltato incuriositi e un po’ increduli: davvero si può realizzare un’aspirazione. A dare loro una risposta ci ha pensato Martina, 13 anni e piglio deciso, figlia di uno degli imprenditori presenti. “Dopo la terza media frequenterò il liceo delle scienze umane.  Vi assicuro che non ho trovato nessuno che mi abbia detto che stavo facendo la scelta giusta. Pensa al linguistico, mi suggerivano, perché le lingue sono importanti o al classico, sai scrivere bene. Io, invece, ho un sogno: voglio fare la psicologa. Oggi dovevo recuperare francese, ma sono qui con voi per dirvi che sono le nostre ambizioni che ci fanno alzare dal letto al mattino. Quindi, vergognatevi di non avere un sogno”. Nell’aula è calato il silenzio e l’incontro è terminato. Per fortuna l’esuberanza degli studenti ha avuto la meglio, così tutti insieme si sono diretti in cortile per la foto di gruppo.

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