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Un accordo interfedi per Torino Città Universitaria

di Mauro Marras

Accogliere la pluralità come una ricchezza, dando spazio e ascolto a tutte le persone nella loro identità e nelle loro differenze, attraverso un impegno condiviso di tutta la comunità cittadina. È questo il motivo della scelta della Città di Torino di avviare un dialogo con le confessioni che partecipano al dialogo interreligioso cittadino per attivare con loro una collaborazione a sostegno del progetto Torino Città Universitaria.

Un dialogo aperto e inclusivo, volto a favorire l’integrazione degli studenti e delle studentesse, soprattutto se stranieri – il 7% degli oltre 100mila iscritti nei due atenei torinesi – e a confermare la vocazione internazionale di Torino, città universitaria, della cultura e della conoscenza e, in quanto tale, aperta anche al dialogo e alla tolleranza, alla dimensione religiosa e spirituale delle persone, delle comunità e della società.

Foto di gruppo dopo la firma

Con le associazioni e gli enti afferenti alle confessioni religiose rappresentate presso il Comitato Interfedi, la Città ha siglato oggi un accordo quadro “per attività di collaborazione nell’ambito del progetto Torino Città Universitaria”. Il confronto, in una visione di partecipazione democratica e di laicità delle istituzioni, è aperto sia alla componente studentesca (in quanto principali destinatari dei servizi che ne deriveranno), sia all’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar). Dai lavori preparatori per la stesura dell’Accordo quadro è nato inoltre un tavolo “giovani e spiritualità”, che raccoglie rappresentanze studentesche presso l’Assemblea regionale per il diritto allo studio universitario, giovani afferenti a diverse confessioni religiose e giovani iscritti allo Uaar, per confrontarsi sui temi del dialogo interreligioso e dell’intercultura.

Firmano oggi l’accordo quadro: Chiese Avventista, Battista, Luterana e Valdese di Torino; Arcidiocesi di Torino; Comunità Ebraica di Torino; Associazione Giovani Musulmani d’Italia – Sezione di Torino; Unione Induista Italiana – Sanatana Dhrama Samgha; Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti); Parrocchia Ortodossa Romena “Santa Croce” Torino II; Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai; Centro Mecca Interculturale di via Botticelli 14; Moschea di piazza Cattaneo 18. Nelle prossime settimane altri si aggiungeranno.

In cosa consiste l’accordo? Si propone una collaborazione per la fornitura di servizi a sostegno di studentesse e studenti e per la comunicazione – alla più vasta platea possibile – di opportunità e di azioni offerte da chi in città si occupa di alta formazione. Tali iniziative si orienteranno lungo le quattro direttrici del progetto: Internazionalizzazione, Orientamento, Sistema tra formazione/ricerca impresa e lavoro, Sostenibilità. La durata dell’accordo è di tre anni.

Alcuni esempi: sostegno alla popolazione studentesca in merito a pratica religiosa e dimensione spirituale; attivazione di spazi e materiali di comunicazione e apertura a relazioni con servizi e soggetti attivi nel campo dell’interculturalità e del dialogo religioso in ambito giovanile; potenziamento dell’accessibilità nel campo dell’informazione, a partire dal portale www.studyintorino.it; scambio di buone pratiche e competenze a favore di un migliore servizio; fornitura di ospitalità e sostegno in spazi appartenenti a enti o associazioni non a fini di lucro che si riferiscono a convinzioni spirituali e religiose; apertura del dialogo con rappresentanze studentesche ed enti d’alta formazione per sondare bisogni spirituali tra studenti e studentesse negli spazi dell’Università. Da ciascuno secondo le sue possibilità, insomma, per restituire a ciascuno secondo i suoi bisogni.

Questa collaborazione dovrà basarsi su alcune linee di fondo che garantiscano un approccio laico e inclusivo per ogni iniziativa condivisa. Ogni attività proposta dovrà essere svolta garantendo il libero accesso a tutte le studentesse e a tutti gli studenti senza distinzione di etnia, sesso, lingua, nazionalità, identità di genere, convinzione politica o religiosa, orientamento sessuale, condizioni sociali; ogni spazio utilizzato dovrà essere offerto come spazio di libero accesso per tutte le persone, non escludente né lesivo della dignità di nessuno; sia sempre garantito il rispetto di tutte le fedi e le convinzioni spirituali e promosso il libero confronto.

“L’integrazione delle politiche per l’intercultura e il dialogo interreligioso con le politiche del progetto Torino Città Universitaria contribuisce a far emergere la necessità di includere, nel quadro più ampio di un progetto strategico per la comunità universitaria nel suo complesso, anche la dimensione spirituale e religiosa – spiega l’assessore ai Diritti Marco Giusta -. Per questo crediamo che anche questa iniziativa rientri nella nostra visione di una società aperta e pluralista, dove le identità e le aspirazioni di ciascuno trovano spazio e accettazione sulla base di un confronto continuo basato sulla conoscenza. Una società che include ha più possibilità di crescere e di evolversi e di offrire un futuro migliore a chi ne partecipa”.

“Il Comitato Interfedi ha interagito in modo molto collaborativo con la Città – spiega Valentino Castellani, coordinatore del tavolo che riunisce tutte le confessioni religiose presenti in città – perché ritiene che tutte le occasioni che favoriscono il dialogo interreligioso sono importanti in quanto contribuiscono alla costruzione di una convivenza rispettosa di tutte le differenze”. Il Comitato è nato nel 2006 come supporto per le Olimpiadi Invernali e si è poi radicato nella vita della città come luogo di scambio e di condivisione, di proposta e di progettualità.

Per i giornalisti: la cartella stampa è disponibile all’indirizzo http://www.comune.torino.it/ucstampa/cartellestampa/ dove sono a disposizione i comunicati e le dichiarazioni dei diversi firmatari.

(foto Bellanca)

 

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