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L’importanza di valorizzare le proprie radici linguistiche

Pallata

di Mariella Continisio

Nella Sala Rossa di Palazzo Civico, questa mattina, sessanta bambini e ragazzi si sono seduti sugli scranni solitamente utilizzati dagli amministratori eletti dai cittadini torinesi, dopo aver visitato il cortile d’onore e salito lo scalone per raggiungere la sala Marmi e quella delle Congregazioni, per celebrare tutti insieme la Giornata internazionale della Lingua Madre.

La manifestazione è stata istituita nel 1999 dall’Assemblea dell’Unesco per promuovere la diversità linguistica, culturale e il multilinguismo.

Ai piccoli cinesi, peruviani, ucraini, moldavi, egiziani, marocchini, sudanesi, per nulla intimoriti dall’austerità del luogo aulico, è stata raccontata la storia dei personaggi immortalati nelle grandi tele poste alle pareti rosso rubino: re Carlo Alberto, il padre della prima costituzione italiana, Giovanni Francesco Bellezia, il sindaco eletto nel periodo della peste  e il medaglione con Camillo Benso Conte di Cavour, consigliere comunale e primo ministro dello stato italiano.

IMG_2250Ma dopo la storia e il saluto del sindaco Piero Fassino e degli assessori Mariagrazia Pellerino (resposanbile delle Politiche educative) e Ilda Curti (delegata alle Politiche per l’integrazione dei nuovi cittadini) che hanno portato il benvenuto della Città, i giovani studenti sono diventati i protagonisti della festa.

E così nella sala più rappresentativa della Città, le lingue di diversi Paesi sono risuonate in una melodia di fonemi.

Gli allievi delle scuole elementari Parini, Sabin, insieme alle ragazze e ai ragazzi degli I.C. Leonardo da Vinci, Alberti, Vivaldi- Murialdo e della media Croce Morelli, hanno letto brani, recitato poesie, intonato canzoni. In lingua romanes, idioma solo orale, hanno letto un brano tratto da “Lo Zingaro” di Primo Levi poi tradotto in italiano, sono state proposte canzoni in russo.

E ancora i racconti in pillole delle acerbe esperienze dei bambini e dei ragazzi, figli di migranti di recente arrivo. Gli studenti della scuola Alberti, presenti a Palazzo Civico, sono nati tutti all’estero: Josef, peruviano, ha raccontato: “Sono contento di stare qui perché sto con la mia mamma”, Alexia, ucraina, “E’ bello il mare, sono stata due volte a Savona e poi mi piace la neve sulle montagne perché in Piemonte non c’è neve”. Due fratelli palestinesi sono giunti a Torino due mesi fa per fuggire da Gaza “dove c’era la guerra, abbiamo lasciato tanti amici, ci mancano. Per fortuna abbiamo conosciuto Miriam”, una ragazzina congolese che ha tanta nostalgia del suo Paese. Con loro, in Sala Rossa c’erano i ragazzi che partecipano al progetto Giovani al Centro, un’iniziativa del Centro Interculturale della Città.

Pallata_1Le classi che hanno partecipato all’incontro sono coinvolte in due iniziative messe in campo dall’assessorato alle Politiche educative. Scuola dei compiti italiano lingua 2, propone corsi di didattica digitale in lingua italiana per i ragazzi figli di migranti di recente arrivo in 35 scuole per sostenere il successo formativo e prevenire la dispersione scolastica.  Il Progetto nazionale per l’inclusione scolastica e l’integrazione delle bambine e dei bambini Rom, Sinti e Caminanti, a cui aderiscono 8 classi e mira alla riduzione della percentuale di abbandono scolastico, al miglioramento dell’accoglienza da parte dei servizi e alla promozione di percorsi di tutela della salute per rispondere alla necessità dei minori e delle famiglie. Si tratta di due progetti realizzati nell’ambito del protocollo d’intesa Le nostre Lingue sottoscritto dalla Città e dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, in partnership con l’Università di Torino e la collaborazione delle Autonomie.

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