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Concluse alla Cavallerizza le simulazioni delle sedute Onu. Premiati i “best delegates”

di Gianni Ferrero e Lorenzo Mauro

fassino cavallerizza1 Si è chiusa tra gli applausi degli oltre trecento invitati, la prima edizione dell’Italian Model United Nations – Torino 2015, la simulazione di sedute ONU che nel week-end, a partire da venerdì, ha visto la partecipazione di ottanta studenti, in larga parte liceali, provenienti dagli istituti superiori del torinese. E’ stato un grande gioco di ruolo, molto apprezzato dai ragazzi e validato come forma didattica difficilmente attuabile nelle classi da numerosi insegnanti e dirigenti scolastici.

Nell’aula magna dell’Università, alla Cavallerizza Reale, i ragazzi – in rappresentanza “simulata” dei diversi Paesi del mondo, inappuntabili nelle loro mise di diplomatici, sfoggiando un inglese fluently ,  – discutendo sulla transizione verso la democrazia del Burma-Myanmar, hanno approvato tre risoluzioni. Non prima però della spontanea richiesta del rappresentante della Danimarca, di osservare un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’agguato terroristico di Copenaghen.

Le sorti del Myanmar e il suo futuro democratico sono un tema molto sentito dalla comunità torinese, anche in virtù del conferimento a Palazzo Civico nel 2010 della cittadinanza onoraria alla protagonista e interprete di questo processo, il Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi. La cerimonia, molto partecipata nella mattinata domenicale in via Verdi, si è aperta con il videomessaggio del sindaco Piero Fassino – rammaricato per essere stato trattenuto fuori città –  attraverso il quale il primo cittadino facendo gli onori di casa ha illustrato l’importanza e i valori dell’ONU, tracciando un quadro della situazione della Birmania a meno di un anno dalle elezioni presidenziali.

imun2“Si tratta di un gioco di ruolo innovativo che offre percorsi di significato importanti – ha sottolineato Stefania Bassottini, preside del Liceo scientifico Galileo Ferraris – al cui modello guardiamo con attenzione”.

Riccardo Messina, presidente dell’Associazione United Network  , ormai al trentasettesimo esperimento di simulazione, non solo in Italia, si è detto lusingato della partecipazione dei ragazzi torinesi, così “motivati e affiatati”: “Il nostro obiettivo è quello di unire orientamento e riflessione – hanno spiegato Flavio Arzarello, organizzatore del progetto e Riccardo Messina -. Dedicare la simulazione di Torino al Myanmar, tra l’altro, è un omaggio a Pace Aung San Suu Kyi – e alla Città, che nell’ottobre scorso ha ospitato il Presidente Thein Sein”.

Gianni Giovannetti, portavoce del sindaco, ricordando il suo ruolo di responsabile della comunicazione a fianco di Piero Fassino – inviato speciale, dal 2007 al 2011 dell’Unione Europea proprio per la Birmania-Myanmar – ha spiegato come nel mondo globalizzato siano importanti le relazioni diplomatiche. E ha illustrato come i buoni uffici e le pressioni in ambito internazionale dello stesso Fassino praticati fin in tempi remoti, a partire dalla repressione dei monaci buddisti, abbiano portato ad atti concreti che accompagneranno il Paese asiatico a una compiuta democratizzazione. Sulla bontà del gioco di ruolo ha inoltre spiegato come sia stato importante vedere gli allievi torinesi provare a cimentarsi nei confronti diretti, sostenendo opinioni diverse, talvolta concretizzatesi poi in sintesi.

Al termine dell’incontro, insieme alla preside Bassottini e ai vertici dell’United Network Giovannetti ha premiato gli studenti che hanno mostrato maggiori capacità di negoziazione e dialogo durante il model, sottolineando il valore formativo di questo progetto, fortemente condiviso dall’Amministrazione comunale, “in una città che fa dell’internazionalizzazione uno degli asset più importanti“. La menzione speciale di best delegates è stata guadagnata da due studenti del Convitto Umberto I, Francesco Barilà ed Elisa Giardino, rappresentanti di Bahamas e Svezia.

fassino cavallerizza4Diciannove degli 80 studenti premiati ieri parteciperanno alla prova che si svolgerà dal 4 al 7 marzo 2015 a New York, con una cerimonia conclusiva al Palazzo di Vetro dell’ONU, accompagnati dalla professoressa Michela Arnello, insegnante al liceo linguistico internazionale del Convitto.

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