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Un giardino dedicato a Terenzio Magliano

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di Eliana Bert

E’ stato intitolato a Terenzio Magliano il giardino compreso tra corso Belgio, lungo Dora Voghera e le vie Pallanza e Deledda in Vanchiglietta.

Alla cerimonia, avvenuta ieri, hanno partecipato il sindaco Piero Fassino, il consigliere comunale Andrea Tronzano, il presidente della Circoscrizione 7 Emanuele Durante e il Direttore del Museo della Resistenza Guido Vaglio. Era presente e visibilmente commossa Lina Saba, sua compagna di vita.

Partecipo con emozione a questa cerimonia – ha affermato il Sindaco – perché è dedicata a un uomo che ho conosciuto molto bene. Una persona di grande spessore umano, ironia e simpatia che ha vissuto un’esperienza drammatica e che anche quando è diventato parlamentare ha mantenuto solide radici nella nostra Città”. “Non dimenticare è un dovere – ha proseguito Fassino – e questi atti che compiamo non sono retorici, ma corrispondono all’esigenza di trasmettere memoria. La quotidianità della vita è prevalente e il rischio è che con il passare del tempo le persone e gli eventi siano avvolti dall’oblio. Non dimenticare significa trasmettere conoscenza, consapevolezza per fare in modo che ciò che è accaduto non si ripeta più”.

Terenzio Magliano nasce a Torino il 19 novembre 1912. Figlio di insegnanti, si laurea giovanissimo in Economia e Commercio, conseguendo poi l’abilitazione alla professione di Dottore Commercialista.

Ufficiale paracadutista, durante la Seconda Guerra Mondiale partecipa come partigiano ispettore delle Formazioni Matteotti alla Resistenza italiana. Arrestato dalle SS nel gennaio 1944 viene deportato a Mauthausen (matricola n. 53416). È poi trasferito nei sottocampi di Gusen I e Gusen II dove è liberato nel giugno 1945 dalle truppe americane. Da questa terribile esperienza nascono due libri. Il primo, “Mauthausen: cimitero senza croci”, è pubblicato nel 1963; il secondo, “La cava di pietra”,  viene pubblicato, per sua espressa volontà, dopo la sua morte, avvenuta a Torino l’11 settembre 1989.

Nel dopoguerra si dedica all’attività politica e diventa Segretario Provinciale del Partito Socialista Democratico Italiano. A Torino è consigliere comunale per 25 anni, prosindaco, più volte assessore e presidente dell’A.E.M.. A livello nazionale è amministratore del quotidiano «Umanità», membro del Comitato centrale del partito, senatore nel 1963, deputato nel 1968 e nel 1972 e, infine, parlamentare al Consiglio d’Europa e all’UEO.

L’Istituto della Storia e della Resistenza di Torino custodisce un fondo di documenti e oggetti relativi alla sua esperienza di militare, resistente e deportato, donato dalla sua compagna di vita Natalina (Lina) Saba.

 

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