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I giovani innovatori si mettono in rete

di Mauro Marras

Costruire una rete di giovani innovatori sociali, i Sic (Social Innovation Citizen), per favorire la promozione dei loro progetti a impatto sociale e lo scambio di esperienze. Il road tour Social Innovation Citizen è approdato oggi a Torino all’Open Incet, realizzato dall’Agenzia Nazionale Giovani con l’apporto dell’associazione ItaliaCamp, dopo le tappe di Firenze, Matera e Messina. Tema affrontato a Torino, la riqualificazione urbana e il riuso degli spazi che hanno perso la loro funzione originaria, tema più che mai calzato sullo spazio di via Cigna inaugurato, sulle strutture di una vecchia fabbrica, lo scorso 15 ottobre.

lavolta openDopo i saluti iniziali tre gruppi di lavoro hanno approfondito i temi in discussione, allacciando contatti, sviluppando idee originali, in un’ottica di sharing economy. Gli sviluppi auspicati: condividere le pratiche innovative e renderle replicabili in altre realtà attraverso una scambio tra territori ed estendere  la rete attraverso altri incontri in altre città italiane.

L’appuntamento all’Open Incet è “un esempio – sottolinea Antonio De Napoli, presidente di ItaliaCamp – di come l’amministrazione comunale torinese, stringendo partnership e relazioni, si sia messa al servizio della collettività per una concreta opportunità di crescita del territorio”.

Nel suo saluto iniziale l’assessore all’Innovazione e Ambiente della Città di Torino, Enzo Lavolta, ha messo in evidenza il recupero e il riuso degli spazi industriali attuato negli ultimi trent’anni a Torino e lo sviluppo graduale di un nuovo modello di utilizzo del territorio in funzione delle mutate vocazioni produttive e sociali. “Abbiamo costruito un nuovo hardware infrastrutturale – ha detto Lavolta – e oggi siamo passati alla fase della costruzione del software sociale, di cui Open Incet è un ottimo esempio. Lavoriamo insieme ai territori per trovare soluzioni a ùbisogni ancora insoddisfatti”.

“Il concetto di innovazione sociale – ha concluso l’assessore comunale Enzo Lavolta – è particolarmente importante per chi amministra il territorio e Torino è una città in cui la trasformazione e il recupero di spazi sono sotto gli occhi di tutti”.

Il sottosegretario del ministero del Lavoro e Sviluppo sociale Luigi Bobba ha sottolineato che “l’innovazione sociale presuppone l’esistenza di una rete di persone, istituzioni, gruppi. Inoltre, mette in relazione conoscenza e mondo del lavoro. Crea un ponte tra una parte importante di giovani che non è occupata perché non ha le competenze necessarie e le imprese. Per questo, occorre stimolare la nascita di laboratori permanenti di innovazione, dare spazio alla ricerca sociale per far nascere qualcosa che non c’è ancora”. Bobba ha anche annunciato che “l’innovazione sociale è anche un motore della riforma in discussione del terzo settore. Con l’istituzione dell’Impresa sociale mettiamo insieme lo spirito dell’impresa con i valori dell’associazionismo”.

 

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