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Firmato il protocollo per l’inserimento lavorativo dei detenuti

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di Ezio Verna

E’ stato firmato nel pomeriggio dal Sindaco Fassino, dal Presidente dell’AMIAT Maurizio Magnabosco e dal Direttore della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno Domenico Minervini un protocollo di intesa che prevede l’inserimento lavorativo di detenuti in attività di pulizia, manutenzione e riqualificazione di aree verdi al fianco del personale dell’AMIAT.Le attività che verranno svolte saranno organizzate in 3 moduli che impegneranno ciascuno 30 persone per sette settimane: nelle prime sei il lavoro svolto sarà gratuito e volontario, e solo nella settima i 90 detenuti impegnati nel progetto saranno retribuiti con voucher. Gli spostamenti verso le sedi AMIAT e per il ritorno alla casa circondariale saranno possibili grazie a titoli di viaggio messi a disposizione da GTT.

Dopo l’introduzione dell’Assessore Lavolta, che ha illustrato i contenuti del protocollo e le attività che prevede ed ha letto un saluto del Ministro Andrea Orlando assente a causa della convocazione del Consiglio dei Ministri, il Sindaco Fassino ha messo in rilievo l’importanza di queste attività per dare una dimensione diversa alla vita carceraria e favorire, dopo l’espiazione della pena, il rientro nella vita normale: ricordata dal Sindaco, che ha messo l’accento anche sulla funzione sociale dei lavori svolti, la necessità di non isolare il carcere dalla comunità che lo circonda.

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Tutti gli interventi che si sono succeduti hanno riportato giudizi positivi sulla sperimentazione realizzata in agosto con una trentina di detenuti, ben accolta negli ambienti di lavoro interessati e dai cittadini, e ricordato come il progetto rientri in un percorso di miglioramento delle condizioni carcerarie e di recupero dei detenuti contribuendo quindi anche ad incrementare la sicurezza. In particolare il direttore Minervini ha ricordato che sui 1300, detenuti ospiti della casa circondariale sono 700 quelli impegnati in percorsi lavorativi e di studio, e che gli altri 600 sono in attesa di essere a loro volta coinvolti nelle attività, auspicando la prosecuzione e l’estensione dell’utilizzo dei detenuti.

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