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“Vivere a spreco zero”, premio alla nostra città

La Città di Torino ha ritirato due giorni fa nell’Auditorium del Ministero dell’Ambiente a Roma (via Colombo, 44), il premio Vivere a Spreco Zero, promosso dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il progetto 60 SEI Zero del Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna. Ha ritirato il premio l’assessore all’Ambiente Alberto Unia.

“La Città di Torino – si legge nelle motivazioni del premio – è stata premiata per l’articolato e consolidato impegno nel supporto diffuso alle iniziative di prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari: una progettualità capillare che a Torino si è radicata attraverso pratiche di cittadinanza attiva sostenute dal Comune che sostanziano visioni di sostenibilità e solidarietà, dalla buona pratica dei FoodPriders al progetto “Ecomori”, al Ristorante solidale, ad altre best practice portate avanti nel tempo”.

“Questo importante premio va all’impegno quotidiano della nostra Amministrazione ma soprattutto ai tantissimi volontari che ogni giorno si pongono al servizio di chi ha bisogno, coniugando il tema dell’economia circolare nell’ambito della solidarietà. Dedico questo premio al loro lavoro e, per quanto ci riguarda, proseguiremo nella direzione della diffusione di una cultura del riuso e del recupero contro ogni spreco”, ha affermato l’assessore Alberto Unia.

A Torino sostenibilità fa rima con solidarietà

Il progetto #RePoPP nasce dalla volontà del Comune di Torino di migliorare la raccolta differenziata del mercato di Porta Palazzo con una azione diretta sul recupero dei rifiuti organici.

Oltre alla promozione della raccolta differenziata, si è puntato al recupero delle eccedenze alimentari ancora edibili del mercato al fine di ridurre gli sprechi alimentari e garantire l’accesso al cibo in modo dignitoso a tutti coloro che a fine mercato frugavano tra i cumuli di rifiuti in cerca di cibo. I volontari coinvolti sono richiedenti asilo.

Sulla base di questa esperienza è nato il progetto FoodPride, che coinvolge numerose associazioni di volontariato, Comune e Asl e replica tale pratica in altri 7 mercati della città.

L’esperienza del Ristorante solidale a Torino è sostenuta insieme alla Caritas e con il patrocinio del Comune. I piatti vengono preparati da dieci ristoranti con eccedenze, ingredienti in scadenza e donazioni. Con il supporto di Food Pony ogni mese vengono consegnati 50 pasti caldi.

Il progetto fa bene nasce con l’obiettivo di raccogliere le eccedenze alimentari invendute e le donazioni spontanee degli acquirenti all’interno dei mercati rionali e di gestirne la redistribuzione a famiglie in difficoltà economica, in cambio di azioni di “restituzione” nella comunità locale .

Infine, il Banco Alimentare: 189 volontari in tutta la Regione, 700mila donatori che attraverso la Colletta alimentare – insieme a 119 aziende, 238 supermercati e 23 mense – per la metà nel Comune di Torino, hanno donato prodotti che hanno permesso di distribuire 15,8 milioni di pasti nel 2018.

Alcuni dati sullo spreco alimentare in Italia

Lo spreco di cibo a livello domestico in Italia vale quasi 12 miliardi € (esattamente 11.858.314.935 € secondo il test Diari di Famiglia), ai quali va sommato lo spreco alimentare di filiera (produzione – distribuzione), stimato in oltre 3 miliardi € (3.176.032.413 €), ovvero il 21,1% del totale, Lo spreco complessivo di cibo vale quindi oltre 15 miliardi , per l’esattezza 15.034.347.348 €. Quanto gettiamo nelle nostre case rappresenta quindi i 4/5 dello spreco alimentare complessivo in Italia: parliamo dello 0,88% del Pil (valori a prezzi correnti fonte Istat). Anche la distribuzione, pur adottando da tempo comportamenti virtuosi e pratiche di recupero del cibo a ridosso di scadenza, ha i suoi “buchi neri”: la stima nazionale è di 220.000 tonnellate di cibo sprecato ogni anno, 2,89 kg/pro-capite, ovvero 18,7 kg di cibo sprecati ogni anno per metro quadro di superficie di vendita, soprattutto frutta e verdura, pane e prodotti da forno, latticini (progetto REDUCE 2018). E nelle scuole? L’indagine REDUCE sulla refezione scolastica ha calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente, e di 27 grammi di cibo intatto, abbandonato nelle mense per ogni pasto.

Info e dettagli sul sito www.sprecozero.it

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