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Cyberbullismo, l’impegno del Comune a prevenirlo

E’ un impegno collegiale quello profuso all’interno dell’Amministrazione comunale torinese, che vede all’opera i Servizi dedicati alle politiche giovanili, quelli educativi e quelli sociali insieme al Reparto Investigazioni Tecnologiche e al Reparto di prossimità della Polizia Municipale e al Centro Mediazione di Torino. La missione è fare rete nell’arginare i fenomeni di esclusione, di violenza psicologica, di bullismo omofobico o transfobico e di cyberbullismo. Un fenomeno quest’ultimo in preoccupante aumento, diffuso prevalentemente tra pre-adolescenti e adolescenti, non circoscritto a nessuna categoria sociale né anagrafica. Lo Stato centrale, nelle sue articolazioni, con lo sviluppo incessante delle comunicazioni digitali ha peraltro messo in campo già da tempo azioni di prevenzione con strutture come il Tavolo interistituzionale di coordinamento delle iniziative tese alla sensibilizzazione dei giovani in materia di lotta all’odio, all’intolleranza e alla violenza on line o l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, o, ancora, alle molteplici misure varate dal Ministero per l’Istruzione, Università e Ricerca con attività ed esortazioni a vigilare ed educare sui rischi rivolte alle istituzioni scolastiche, ai presidi e agli insegnanti.

Ma è il Comune, l’ente più vicino ai problemi dei cittadini, quello maggiormente coinvolto su questo fronte nello studio di azioni di sensibilizzazione. Una mozione approvata dalla Sala Rossa il 20 marzo di due anni fa, il cui seguito è monitorato dalla Commissione Consiliare Speciale per la Promozione della Cultura della Legalità, ne sottolineava l’urgenza richiamando l’importanza di attuare azioni a supporto degli adolescenti nel ruolo crescente di vittime, testimoni e soggetti attivi. Un documento, quello avallato dal Consiglio comunale di grande spessore, volto a tenere alta l’attenzione e a varare quante più azioni a beneficio dei ragazzi e delle ragazze e delle loro famiglie.

La Città del resto, ha la possibilità reale anche attraverso il sistema bibliotecario e quello scolastico, con Informagiovani, formando i propri operatori ed educatori, con il Centro Mediazione di Torino e con gli animatori delle agenzie che operano sul territorio, di richiamare particolare attenzione al profilo della cultura delle pari opportunità e della diversità, della gestione dei conflitti e ad affrontare educativamente gli atti di prevaricazione e cyberbullismo, quali risorse da utilizzare nell’ottica di responsabilizzare all’utilizzo di internet.  Un quadro che si completa con le molteplici attività del Reparto Investigazioni Tecnologiche che utilizza innovative tecnologie per il monitoraggio ed il contrasto ai fenomeni di cyberbullismo e revenge porn in rete e del Reparto di Prossimità della Polizia Municipale, in collaborazione con le altre forze dell’ordine. Si tratta di un grande impegno, quello degli agenti del Comando di via Bologna, che oltre ai compiti d’istituto atti ad affrontare sul campo i fenomeni di bullismo incontrano gli studenti direttamente in classe. A essere sensibilizzati sul tema, negli ultimi anni, sono state finora oltre duemila50 classi, tra Secondaria di primo grado e Superiori delle 650 complessive scuole pubbliche e private di Torino. Nell’anno scolastico 2018/19 sono stati per esempio visitati 247 istituti, con il coinvolgimento attivo di 13483 studenti. Gli interventi didattici sui rischi legati all’uso delle tecnologie digitali permettono di intercettare il diffuso disagio sommerso, stabilendo relazioni profonde, conquistando la fiducia dei ragazzi.

La Città ha aderito al progetto “Sicursé”, a favore delle vittime degli atti di bullismo e di cyberbullismo nelle scuole, ma non solo, coordinato dalla Procura Minori di Torino in collaborazione con le istituzioni educative, sociali e sanitarie, le forze dell’ordine e alcune delle associazioni del terzo settore operanti sul territorio cittadino.

Con l’Associazione “Rete Dafne Torino”, che vede collaborare la Città di Torino, la Città Metropolitana, l’ASL, il Gruppo Abele, l’associazione Ghenos la Compagnia San Paolo e la fondazione CRT, è in fase di definizione un protocollo d’intesa volto alla presa in carico delle vittime minorenni, in collaborazione con le autorità e il consolidato sistema dei servizi a favore dei minori. Torino è del resto una città di forte sostegno alle famiglie in difficoltà. La Divisione Servizi Sociali della Città, supporta i minori e le proprie famiglie in situazione di vulnerabilità, attraverso strumenti educativi tra i quali interventi educativi individuali professionali domiciliari e territoriali, utili a promuovere e rafforzare i minori e le proprie famiglie con supporti mirati a supportare e implementare le capacità degli adulti nelle relazioni di vulnerabilità con i propri figli. Peraltro, tra le mission degli enti accrediti dal Comune Servizio Minori e Famiglie, nell’ambito del supporto sociale, pedagogico ed educativo alle vulnerabilità delle famiglie con figli minori, vi è anche quella, specifica, dell’intervento a supporto delle vittime di cyberbullismo, aiutando gli autori attraverso l’ascolto e il sostegno a prendere coscienza degli atti devianti e cambiare comportamento.

Un bilancio complessivo dell’impegno pubblico, con il monitoraggio puntuale delle diverse tematiche affrontate, sarà tratto in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo, nel febbraio del prossimo anno.

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