I rapporti economici tra il Piemonte e i 10 principali Paesi di finanza islamica

Nel 2018 il Piemonte ha esportato beni e servizi nei Paesi della finanza islamica per un ammontare di 2,3 miliardi di euro (l’11% delle esportazioni complessive nazionali), con una diminuzione del 16,4% rispetto al 2017, calo imputabile principalmente alle vendite estere verso la Turchia (-24%; il 62% dell’export totale), l’Iran (-15%; il 4,1%) e gli Emirati Arabi Uniti (-10%; l’11%). Le importazioni sono state pari a 2,4 miliardi di euro con una diminuzione del 5,4%. Ne consegue un interscambio complessivo pari a 4 miliardi e 687 milioni di euro.

Il calo piemontese segue il trend riscontrato a livello italiano che, nel 2018, ha segnato un -11% dell’export verso i Pasi di finanza islamica, anch’esso a causa del calo delle vendite verso Turchia e Emirati Arabi Uniti.

Anche i primi sei mesi del 2019 (ultimo dato disponibile) segnano un calo dell’export piemontese verso questi Paesi (-29%; 913 milioni di euro): le vendite estere verso la Turchia continuano a segnare una battuta d’arresto (-42% rispetto a gennaio-giugno 2018), così come quelle verso l’Iran (-42%). Le vendite negli Emirati Arabi Uniti, al contrario, invertono il trend e segnano un +14% e, insieme all’Arabia Saudita (+7%), arginano il calo delle vendite verso i Paesi della finanza islamica.

Nel primo semestre 2019 la Turchia si conferma il principale partner commerciale (il 56% dell’export piemontese verso i Paesi islamici), seguita dagli Emirati Arabi Uniti (il 13%) e dall’Arabia Saudita (il 12%). Se si analizzano i prodotti maggiormente esportati nel primo semestre del 2019, il 24% è riconducibile ai mezzi di trasporto, tra cui le vendite di autovetture e quelle di parti e componenti. Segue la meccanica in generale con il 23% dell’export, poi i prodotti alimentari e le bevande (10%) e i prodotti tessili e dell’abbigliamento (8%). Per quanto concerne le importazioni, il Piemonte acquista soprattutto tessile (l’8,5%), prodotti agricoli (il 7,2%) e prodotti alimentari (il 5,5%) che, a differenza degli altri segmenti, segnano un incremento del 15% rispetto ai primi sei mesi del 2018.

Imprenditori torinesi provenienti dai Paesi Islamici – I semestre 2019

Considerando il numero di imprenditori stranieri in provincia di Torino e conteggiando le principali nazionalità a prevalenza islamica per numerosità di presenze, risultano oltre 13.600 gli imprenditori provenienti da Paesi di fede mussulmana operanti sul territorio torinese.

Le prime tre nazionalità sono la marocchina (5.461 imprenditori, il 16% del totale delle posizioni imprenditoriali straniere presenti nell’area subalpina), l’albanese (1.669, il 4,7%) e l’egiziana (1.378, il 3,9%). Rispetto ai primi sei mesi del 2018, gli incrementi più elevati sono appannaggio dei nigeriani (+8,2%), degli albanesi (+4,4%) e degli egiziani (+4%).

Guardando alle specializzazioni produttive di questi imprenditori, se gli albanesi (il 48%) e i tunisini (il 38%) sono impegnati principalmente nel comparto edile, nel commercio spiccano i marocchini (il 45% del totale è occupato in questo settore) e i senegalesi (il 67%). I tunisini primeggiano anche nell’industria manifatturiera (il 7%) assieme ai libici (il 12%). I turchi lavorano principalmente nelle attività di alloggio e ristorazione (il 73%), seguiti a notevole distanza dagli egiziani (il 32%). Una quota significativa di pakistani (il 26%) e di libici (il 32%) è impegnata nei servizi alle imprese. Infine nei servizi alle persone spiccano i nigeriani (il 13%) e i marocchini (il 9,6%).

Fonte: Camera di commercio di Torino

LC – EB