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Cambiamenti climatici, come adattarsi?

“Probabilmente tutti voi ragazze e ragazzi avete partecipato allo sciopero globale per il clima di venerdì scorso. I giornali vi hanno descritto come un’onda verde di giovani che ha attraversato tutte le città e anche la città di Torino, per chiedere più attenzione al nostro pianeta da parte di tutti: da parte degli adulti, dei governi, dei media, in una battaglia che mette al centro il nostro futuro e che aspira ad un corretto equilibro tra la salvaguardia dell’ambiente e la qualità della vita e più in generale il benessere delle cittadine e dei cittadini”. Così l’assessora Antonietta Di Martino ha salutato oggi i circa 450 ragazzi delle scuole medie superiori che hanno partecipato stamattina a Adaptation, evento curato dal giornalista scientifico Marco Merola, nell’aula magna universitaria della Cavallerizza Reale.

L’incontro, sul tema dei cambiamenti climatici, è promosso dall’assessorato all’Istruzione della Città di Torino e dall’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con la Città Metropolitana. Dopo l’incontro mattutino con gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di tutta l’area metropolitana si terrà una tavola rotonda pomeridiana rivolta a tutti.

L’incontro è stato aperto da un concerto degli studenti del corso musicale del Liceo Cavour diretti dal docente Alessandro Conrado, che hanno suonato la sinfonia in Sol Maggiore RV 146 di Antonio Vivaldi.

“Adaptation” è anche un webdoc on-line sulla piattaforma digitale www.adaptation.it, che raccoglie storie di chi sta già operando per convivere con il cambiamento. Le azioni messe in campo in tutto il mondo sono molte, ancora di più quelle da realizzare. L’Olanda, ad esempio, terra per due terzi sotto il livello del mare, ha già cominciato a realizzare opere di contenimento dei danni “rubando” sempre più terreno al mare, grazie a un progetto lanciato da una giovane ricercatrice italiana.

È intervenuto anche il nuovo rettore dell’Università, Stefano Geuna, alla prima apparizione pubblica dopo il suo ingresso in rettorato, che ha annunciato la creazione di un vicerettorato specifico sul tema del welfare e della sostenibilità. “L’Università è cambiata – ha spiegato – i laboratori, le biblioteche hanno smesso di essere luoghi chiusi per aprirsi al mondo. Adaptation è un segnale di questa apertura”. Geuna ha affrontato il tema delle fake news “che si combattono contrapponendo l’evidenza dei dati, la conoscenza che nei nostri laboratori è oggetto quotidiano di analisi”. Barbara Azzarà della Città Metropolitana ha invece evidenziato il recente accordo con Comune e Ministero per l’Ambiente per il disegno di un Piano del verde e un concorso riservato alle scuole superiori per progetti di innovazione in tema di sostenibilità ambientale.

Oggi pomeriggio la seconda sessione, alle ore 17,30. Il cambiamento climatico deve avere un posto importante nell’agenda politica del Paese, perché riguarda tutto e tutti. Prima, però, bisogna capirne gli effetti, oltre che sulla natura che ci circonda, anche su di noi. La geografia del mondo viene ridisegnata, interi popoli si mettono in cammino per fuggire, vi sono pesanti ricadute socio-economiche, psicologiche e sociali. E allora, quali azioni e quali politiche aiutano ad adattarci?

Intervengono: Marco Merola, giornalista e divulgatore scientifico; Norma De Piccoli, docente di psicologia sociale, Università degli Studi di Torino; Renzo Motta, docente di Assestamento forestale, Università degli Studi di Torino; Elisa Palazzi, ricercatrice Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del CNR.

 

 

 

 

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