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Un incubatore di innovazione per il Welfare

di Mauro Gentile

vescovoGenerare innovazione ponendo attenzione ai bisogni sociali. Anzi, di più, fare di essi un elemento base sui cui costruire nuovi modi di fare impresa”.
Per il vicesindaco Elide Tisi – presente questo pomeriggio all’inaugurazione di Rinascimenti Sociali – è questo il valore aggiunto del progetto varato da SocialFare, dal Consorzio TOP-IX e da The Young Foundation, che dà vita a un luogo aperto per accelerare conoscenza, innovazione e imprenditorialità ad impatto sociale.

Rinascimenti Sociali, nei fatti, si propone come uno spazio per immaginare e dare forma a nuovi modelli di welfare e di rapporto tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, nei campi della finanza, del terzo settore e della nuova imprenditorialità sociale.

L’obiettivo – come ha spiegato Laura Orestano, direttore di SocialFare – è quello di innovare i modelli correnti e puntare alla creazione di nuove economie, grazie alle nuove tecnologie, immaginando nuove forme di finanziamento e di collaborazione tra pubblico e privato a sostegno dell’imprenditorialità sociale”.

Welfare e tecnologia, con quest’ultima chiamata a svolgere un duplice ruolo. “Da un lato – ha evidenziato Leonardo Camiciotti, Development Program Manager del Consorzio TOP-IX – può fungere da moltiplicatore dell’impatto di iniziative locali, dall’altro permette di analizzare le dinamiche sociali attraverso dati oggettivi”.

Oggi – ha ricordato Elide Tisi – le politiche di welfare devono fare i conti con la progressiva diminuzione della risorse pubbliche disponibili e con una continua crescita della domanda. Una condizione che – ha aggiunto il vicesindaco – ci impone pensare e adottare nuove soluzioni per rispondere adeguatamente ai bisogni di una società che chiede ai servizi di welfare sempre di più. Con iniziative come quella che prende ufficialmente il via questo pomeriggio – ha concluso Tisi –  possiamo concretamente pensare di trasformare un problema, la crisi di risorse a fronte della crescita dei bisogni, in opportunità per il cambiamento e lo sviluppo di quelle imprese, sia pubbliche sia private, che curano servizi di welfare. Un comparto che, solo a Torino, dà lavoro a più di 11mila persone”.

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