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Giù le mani dalle donne: voci dal carcere

di Raffaela Gentile

Giù le mani dalle donne” lo dicono e  lo scrivono nero su bianco cento detenuti delle case circondariali e di reclusione di Alessandria, Novara, Verbania, Vercelli, Torino e Fossano  che hanno raccolto le loro testimonianze in un libro dal titolo omonimo.

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Le asserzioni che ruotano attorno al tema del femminicidio vanno dalle scritte brevi e secche,  alle disarmanti poesie, passando per gli scritti più articolati. I testi impaginati nella sua forma originale con traduzione a lato in italiano e inglese,  tratteggiano una presa di posizione forse inaspettata per chi è fuori dalla mura di un carcere.

Il progetto, realizzato grazie alle sensibilità del Ministero della Giustizia – Provveditorato Regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta, di Zonta International e dall’Associazione “Ovale oltre le sbarre”, è un’attestazione che anche in un luogo dove chi è privato della libertà, che ha percorsi  spesso contraddistinti dalla violenza, c’è un’etica che travalica i confini di una casa circondariale.

Affrontando il tema della violenza contro le donne – scrive nella prefazione il magistrato Gian Carlo Casellida  un angolo visuale interno al carcere, con il coinvolgimento di diverse tipologie di detenuti, il libro offre una preziosa fotografia del livello di presa di coscienza che – forse per la prima volta – ha cominciato a maturare in soggetti la cui “testimonianza” può rivelarsi utile anche sul piano della prevenzione generale”.

Leggendo il libro si percorre un viaggio attraverso stati d’animo nascosti, i quali  emergono a volte anche con pudore prendendo forma, ad esempio,  in una poesia scritta da un detenuto della Casa Circondariale di Novara: “Donna….ora violentata. Ora spergiurata. Della tua bellezza sei sfregiata. […]. Vorrei che ogni parola, ogni pensiero, avesse un solo significato: “Amore”. Che ogni frase fosse soltanto musica per tutte le donne”.

L’obiettivo, quello di affrontare il tema del femminicidio, è stato raggiunto, poiché – dice il Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria del Piemonte e della Valle d’Aosta, Enrico Sbrigliaaddirittura un sex-offender ha riconosciuto l’utilità della pena che sta espiando ed ha ringraziato la donna che lo ha denunciato, perché in tal modo si è “fermato” prima, prima di fare peggio, prima di fare di più e l’inevitabile”.

Scrive B.M. che: “il Femminicidio è un delitto per qualsiasi  paese. Chi alza le mani e purtroppo a volte uccide una donna dicendo che è per troppo amore, è un uomo debole e vigliacco […]”

Gettare semi di consapevolezza – dice Walter Rista, Presidente dell’Associazione Ovale oltre le sbarre” -, ossia stimolare il dubbio che rispettare le regole possa essere un valore positivo e salvifico. Lo facciamo attraverso il rugby, la disciplina che, dal 2010,  insegniamo e facciamo praticare ai detenuti. La pubblicazione di questo libro racconta che andare a meta si può, proprio mettendo in gioco il rispetto, la lealtà, anche verso le donne”.

Trova spazio in questo libro anche un capitolo dedicato alle testimonianze delle donne detenute della casa circondariale di Vercelli. “Che senso ha denunciare una bara?” si chiede una detenuta che dice: “noi donne dobbiamo credere di più in noi stesse ed essere forti e fermare questi uomini violenti al primo campanellino d’allarme”.

L’impegno di Zonta International – dicono le responsabili – per migliorare la condizione della donna e garantire i suoi diritti, ha trovato nell’associazione “Ovale oltre le sbarre”, nella Federazione Italiana Rugby, nel Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Piemonte e Valle d’Aosta partner straordinari. Siamo certe che il loro  sarà un esempio importate per altri uomini, siano essi padri, mariti e compagni  affinché un giorno, speriamo non lontano, siano in grado di condividere le scelte e le opinioni delle donne”.

Il libro “Giù le mani dalle donne: voci dal carcere”  – che verrà presentato alla biblioteca civica di  Collegno (corso Francia 275),  martedì 10 marzo alle ore 16.30 – non è in vendita, ma è possibile fare un’offerta libera che sarà utilizzata a favore dei detenuti. Per averlo e concordare le modalità di consegna, occorre scrivere a:  segreteria@ovaleoltrelesbarre.org

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