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Salone del Libro. Lettura e scrittura avvicinano i bambini ai cibi sani

di Mariella Continisio

Come stimolare la sensibilità dei bambini della prima infanzia e delle prime classi delle elementari, come incuriosirli quando si parla di frutta e verdura? Temi difficili, a cui bisogna accostarsi con delicatezza e attenzione per trovare gli strumenti adeguati che attirino la loro attenzione, li faccia sorridere quando una patatina germoglia nel vaso o nell’orto della scuola.

E allora si ricorre alla fantasia, immaginando storie che li mettano in rapporto con il mondo reale, con cui quotidianamente sono in relazione. Racconti trasformati in narrazioni, scritte a più mani da bambi e ragazzi che vivono in luoghi diversi del nostro Paese. Si tratta della Staffetta di scrittura creativa promossa da Bimed, la Biennale delle arti e delle scienze del Mediterraneo. Un format, giunto quest’anno alla XIV edizione, realizzato per creare una cultura condivisa oltre ogni confine, che unisce scuola, insegnanti, bambini e genitori.

Nello spazio istituzionale della Città (padiglione 1) al Salone Internazionale del Libro domani, 11 maggio alle 14.00, si confronteranno più voci sul tema dell’alimentazione e del valore della frutta e della verdura in relazione al loro consumo a scuola nel corso dell’incontro Con il corpo e con le mente… cresco sano e LIBERAMENTE!.

All’appuntamento, promosso dall’assessorato all’istruzione della Città di Torino, parteciperanno l’assessora Federica Patti, il presidente della Biennale Andrea Iovino, il musicista e autore tv Giovanni Caviezel, l’illustratore Massimiliano Feroldi, il direttore della chirurgia generale e d’urgenza dell’ospedale San Giovanni Bosco, Renzo Leli, e la scrittrice Aurora Vannucci.

Tanto la lettura quanto la scrittura creativa, a cui è dedicata questa Staffetta, iniziativa di grande valore educativo e sociale, sono certamente canali privilegiati per avvicinare le bambine e i bambini ai temi sensibili. Tra questi rientra anche il rapporto col cibo, che investe cultura, ambiente, socialità e salute – sottolinea Patti -. Parlare e scrivere di cibo può essere uno strumento di educazione alimentare, contribuendo a migliorare le abitudini di bambini e bambine, sollecitando curiosità e invogliando a gustare piatti sani ed equilibrati che salvaguardano la loro salute”.

L’importanza che la Città riconosce all’educazione alimentare è testimoniata tra le altre cose dall’accordo sottoscritto proprio nei giorni scorsi con l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, l’Azienda sanitaria locale Città di Torino, l’Istituto zooprofilattico sperimentale Piemonte Liguria e Valle d’Aosta e la Camera di commercio di Torino, per un nuovo percorso di formazione, che si avvierà nell’anno scolastico 2018/2019, rivolto agli insegnanti delle scuole primarie torinesi che svilupperà con approccio multidisciplinare diversi aspetti legati al cibo: dagli equilibri nutrizionali agli impatti ambientali, dalla sicurezza degli alimenti ai loro valori sociali e culturali. Il corso intende soprattutto fornire gli strumenti necessari per tradurli nella pratica quotidiana nelle classi e nei refettori.

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