Anna Cremonini, nuova direttrice, regala alcune anticipazioni sul programma di Torinodanza

di Luisa Cicero

Anna Cremonini, dall’1 gennaio direttrice del Festival Torinodanza  si pone l’obiettivo di valorizzare Torino come luogo privilegiato di incontro degli artisti e degli stili coreografici che meglio sanno interpretare il nostro tempo.“Il programma del Festival 2018 – dichiara Cremonini -,  di cui oggi daremo solo alcune anticipazioni, vuole riunire alcuni dei punti più alti e intensi che la coreografia contemporanea ha raggiunto in questi anni, mettendo in relazione persone, idee, punti di vista, sguardi, riflessioni universali. Partendo dal corpo e dal suo ruolo centrale nella vita e nella società – continua la direttrice -, i nostri artisti dialogano con se stessi e i propri spettatori, immergendosi nell’arte della danza nella ricerca di forme innovative che guardino anche verso l’universalità delle espressioni, al teatro, all’arte visiva, alla poesia”.

La danza diventa un terreno di contaminazione, di sperimentazione e dialogo di linguaggi diversi che attraversano trasversalmente i differenti ambiti della creazione contemporanea, per un’apertura a un pubblico sempre più articolato, con una forte incidenza sulle fasce più giovani.

Gancia, Cremonini e Fonsatti

Il festival – che è in calendario dal 10 settembre all’1 dicembre – per la prima volta avrà un  un’anteprima, realizzata in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale: la presentazione, in prima nazionale di Betroffenheit creato dalla coreografa Crystal Pite e dall’attore drammaturgo Jonathon Young, entrambi canadesi (unica data italiana – Fonderie Limone Moncalieri 17 – 18 maggio).  Si tratta di  un esempio di fusione di danza e teatro contemporanei che lega la Stagione di prosa del Teatro Stabile con l’anteprima del Festival.

L’inaugurazione vera e propria sarà al Teatro Regio il 10 settembre con due spettacoli a firma Sidi Larbi Cherkaoui, Noetic ed Icon, entrambi prodotti da Göteborgs OperansDanskompani, il corpo di ballo dell’Opera della città svedese di Göteborg che da anni sta costruendo un repertorio tra i più interessanti in Europa. Noetic e Icon, entrambi realizzati con le scenografie dell’artista visivo inglese Antony Gormley, sono opere emblematiche e significative del percorso artistico di Sidi Larbi Cherkaoui: se Noetic fonda il proprio disegno creativo su elementi aerei supportati da elementi scenici che costruiscono affascinanti geometrie e forme, in Icon elementi di argilla costituiscono la scenografia e gli oggetti che ne derivano ancorano pesantemente al suolo forme e movimenti.

Per informazioni: http://www.torinodanzafestival.it/