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Polizia Municipale, al via il “Progetto G3P Reloaded” contro il razzismo e xenofobia

 

Durante la celebrazione per la fondazione del Corpo di Polizia Municipale di Torino, dello scorso 15 novembre, è stato presentato il Progetto G3P Reloaded.

Obiettivo primario del Progetto è riunire i soggetti legati alla sicurezza attorno allo stesso tavolo per confrontarsi e formare Agenti preparati in grado di riconoscere e contrastare i crimini d’odio motivati da razzismo e xenofobia, con il coinvolgimento di partner irlandesi e finlandesi.

Il passo successivo è stato il coinvolgimento della Procura ordinaria e di quella per i Minori, che hanno aderito e, contemporaneamente, la chiamata in campo delle forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria). Una forte squadra dove è capofila la Città di Torino con la propria Polizia Municipale oltre all’Assessorato alla sicurezza e all’Assessorato per le politiche giovanili e i diritti e ha come partner l’Associazione “Altera”, il Migrant Centre Northern Ireland (Belfast) e il Ministero degli Interni della Finlandia (Helsinki).

 

Il progetto G3P Reloaded, che ha già mosso i suoi primi passi con incontri e discussioni, si fonda su due elementi: le buone pratiche individuate in Irlanda del Nord e Finlandia, e almeno parzialmente sperimentate in altri 10 Stati Membri della Comunità Europea, e l’ ”approccio di prossimità” adottato dalla Polizia Municipale di Torino, che include, nel quadro di un accordo con il sistema giudiziario, azioni di comunità, accrescimento della consapevolezza tra i giovani, servizi di cura per le vittime, processi di ricostruzione della coesione sociale.

 

Rappresentano obiettivi specifici del progetto il migliorare la comprensione dei crimini d’odio tra i funzionari delle polizie locali e nazionali, nonché degli uffici del Pubblico Ministero e la loro capacità di riconoscerli, registrarli, investigarli e perseguirli correttamente e in modo appropriato, costruire fiducia tra le comunità delle minoranze etniche e le agenzie di applicazione della legge, favorire lo scambio di buone pratiche e sviluppo di materiali e metodologie di formazione, promuovere lo sviluppo di programmi di sostegno alle vittime.

 

 

 

 

Gli obiettivi finali cui si mira è lo sviluppo di materiali e metodi formativi inseriti strutturalmente nei meccanismi di formazione in-service delle agenzie di polizia e del sistema giudiziario, l’adozione di un piano d’azione congiunto tra amministrazioni locali e agenzie di applicazione della legge che comprenda, tra altro, linee guida per la creazione di spazi sicuri per le vittime. Inoltre, è prevista la costruzione di gruppi di comunità specificamente formati per la segnalazione e prevenzione di crimini d’odio motivati da razzismo e xenofobia attraverso il “modello di prossimità”, la creazione di meccanismi permanenti di cooperazione tra tutti gli attori interessati, la sperimentazione dei risultati della formazione e dei modelli sviluppati in 5 Stati Membri e l’elaborazione di una proposta di linee guida per le policies e le pratiche valida a livello europeo e adattabile ai singoli contesti nazionali e locali.

 

Tra breve il progetto affronta uno dei punti più delicati e importanti: la formazione. Insieme ai docenti, dottor Rinaudo e dottoressa Baldelli, martedì 13 e mercoledì 28 febbraio, i rappresentanti della Polizia Municipale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria, con alcuni magistrati, si riuniranno per momenti di formazione congiunta e di confronto per poi proseguire ad aprile con momenti di visita “sul campo”, anche all’estero (Belfast, Helsinki).

Quello che sta decollando in questi giorni a Torino è quindi un progetto importante e ambizioso e particolarmente significativo in un momento storico in cui questi argomenti risultano attuali e degni della massima attenzione per garantire vivibilità e sicurezza in realtà nazionali ed europee.

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