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Come riconoscere e affrontare i crimini d’odio con motivazioni razziali

Nel corso della cerimonia ufficiale per il 226° Anniversario di Fondazione del Corpo di Polizia Municipale della Città di Torino, che si è svolta questa mattina al Teatro Carignano, gli assessori Marco Giusta e Roberto Finardi hanno presentato il progetto “G3P Reloaded”.

Numerose indagini e rapporti indicano come incidenti e crimini motivati da razzismo e xenofobia siano una realtà quotidiana nell’Unione europea. Al tempo stesso rilevano che tra il 75 e il 90% degli incidenti gravi non vengono segnalati alla polizia. Per quanto riguarda l’Italia, a fronte di un elevato numero di casi riportati dai mezzi di comunicazione e dalle organizzazioni di tutela dei diritti fondamentali, nel 2015, solo 90 crimini chiaramente identificati come motivati da razzismo sono stati registrati dalla polizia, oltre a 279 casi di crimini d’odio “non specificati”. Secondo Enar – European Network Against Racism (2014), inoltre, tra il 40 e il 60% dei casi identificati come crimini d’odio non sono stati investigati a fondo e appropriatamente. Preoccupazioni per la mancanza di risposte efficaci e di misure concrete per migliorare la segnalazione e registrazione dei crimini razzisti e aumentare la fiducia delle vittime verso la polizia e il sistema giudiziario sono state espresse nelle Osservazioni Conclusive sull’Italia (2016) dal Comitato delle Nazioni Unite sull’eliminazione della discriminazione ‘razziale’ (Uncerd).

Il progetto G3P Reloaded, che impegna la Città di Torino e, in particolare, il Nucleo di Prossimità della Polizia Municipale, ha come partner Altera (Torino), Migrant Center Northern Ireland e il Ministero degli Interni della Finlandia. Affronta il tema dei crimini d’odio con motivazioni razziali e si fonda su due elementi: il primo, le buone pratiche individuate in Irlanda del Nord e Finlandia, e almeno parzialmente sperimentate in altri 10 Stati Membri, dal precedente Good Practice Plus Project. Quelle pratiche includono la formazione delle polizie su segnalazione e registrazione, sostegno alle vittime, sviluppo delle policies, miglioramento dei servizi e mainstreaming. Il secondo, l’approccio di prossimità adottato dalla Polizia Municipale di Torino, che include, nel quadro di un accordo con il sistema giudiziario, azioni di comunità, accrescimento della consapevolezza tra i giovani, servizi di cura per le vittime, processi di ricostruzione della coesione sociale.

G3P Reloaded ha quindi un duplice obiettivo: da un lato migliorare la comprensione dei crimini d’odio con motivazione razziale tra le funzionarie e i funzionari delle polizie locali e nazionali e del Pubblico Ministero, aumentando quindi la loro capacità di riconoscerli, registrarli, investigarli e perseguirli; dall’altro, rafforzare la fiducia dei gruppi sociali maggiormente a rischio di discriminazione razziale nei confronti delle istituzioni. Fondamentale, infatti, risulterà lo sviluppo di programmi di sostegno alle vittime e la cooperazione tra i vari soggetti interessati.

Proprio in questi giorni è in corso a Torino il primo incontro internazionale del progetto.

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