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Torino e Chambéry, fine settimana di festa

di Michele Chicco

Sarà un fine settimana dedicato alla Francia, e in particolare alla Savoia, quello che si svolgerà a Torino in occasione del 60° anniversario del gemellaggio fra Torino e Chambéry. La centralissima piazza Palazzo di Città sarà il fulcro della festa francese dove Chambéry presenterà il suo mercatino sabato 7 e domenica 8 ottobre.

I festeggiamenti per il 60° inizieranno già nella mattinata di venerdì 6 ottobre, quando la delegazione francese visionerà, nella Biblioteca Reale di Torino, il manoscritto inedito di Jean Lenoir sul viaggio condotto da un notabile francese da Novalesa a Torino tra il 1780 e il 1781. Nel pomeriggio gli ospiti nella Sala delle Colonne di Palazzo civico assisteranno all’incontro su La Sindone si racconta. Letture sulla Sindone commentate da Gian Maria Zaccone e alle ore 18 concluderà la giornata la cantautrice francese Marion Sila.

 

Sabato, alle ore 11 in piazza Palazzo di Città, è prevista l’inaugurazione del mercatino di prodotti tipici savoiardi in Piazza Palazzo di Città. Successivamente la delegazione francese guidata dal Sindaco di Chambéry, Michel Dantin, e la Sindaca di Torino, Chiara Appendino, in Sala delle Colonne celebreranno i 60 anni del gemellaggio.

 

Piazza Vittorio Veneto ospiterà domenica 8 ottobre, dalle 10 alle 18, l’esposizione di auto storiche dei club La Manivelle di Chambéry e ASVA di Torino.  Il mercatino savoiardo di piazza Palazzo di Città chiuderà alle ore 19.

 

Sono quindi passati 60 anni da quando i sindaci Amedeo Peyron e Paul Chevalier si ritrovarono a Palazzo Madama per siglare il gemellaggio fra le due città.

Era un periodo storico in cui trasparivano ancora le testimonianze delle distruzioni e le divergenze legate alla guerra, nella quale per tutta una fase aveva visto contrapposte l’Italia e la Francia, con uno strascico di tensioni anche nel dopoguerra come le vicende di Briga e del Tenda. Ma era anche una periodo in cui le relazioni tra gli Stati europei tentavano di superare concretamente i gravi dissidi del secondo conflitto mondiale. E’ proprio in quegli anni si concretizzavano in Europa i primi passi che avrebbero portato alla realtà dell’Unione europea con il Trattato di Roma. Ed è in questo scenario che deve essere interpretato il gemellaggio, il primo della storia di Torino, con la città francese.

Molte le caratteristiche che legavano, e che legano tutt’ora, le due ex capitali della Savoia. Un passato radicato nella storia, come la custodia e il trasferimento nel 1578 della S. Sindone da Chambéry a Torino, nella cultura, nelle relazioni economiche e commerciali, anche grazie all’accordo siglato fra le rispettive Camere di commercio e nei sempre crescenti rapporti accademici che vedono come protagonisti giovani studenti universitari.

 

 

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