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Un Tavolo permanente sui Beni Comuni Digitali

di Piera Villata

La Città di Torino è la prima amministrazione ad istituire un “Tavolo permanente sui Beni Comuni Digitali, Software Libero e Open Data” che ha il compito di definire le linee di indirizzo sulle tematiche legate alla sicurezza dei dati e gli aspetti connessi alla privacy, oltre alla sostenibilità degli strumenti digitali e la creazione e gestione dei beni comuni digitali.

Alla presentazione di oggi pomeriggio a Palazzo Civico, sono intervenuti l’assessora all’Innovazione Paola Pisano e il fondatore del software libero Richard Stallman.

I progetti di innovazione della Città di Torino fungono da spinta propulsiva alla Crescita Digitale del Sistema Paese, grazie alla visione strategica in proposito di Open Data, la digitalizzazione dei processi e la condivisione delle infrastrutture con tutti i soggetti attivi della città: cittadini, scuole, imprese e start up. Con l’istituzione di questo Tavolo si intende valorizzare le proprie risorse sviluppando servizi efficienti e sostenibili sia dal punto di vista economico sia etico.

Nel corso degli ultimi dieci anni il modo di operare delle amministrazioni pubbliche è cambiato in modo radicale. Non solo vi è l’interesse a rendere le informazioni più accessibili ai cittadini attraverso applicazioni basate su web, ma vi è una maggiore esigenza di interoperabilità tra le applicazioni che coinvolgono più settori della pubblica amministrazione. Più recentemente, è aumentata anche la consapevolezza della necessità di rendere sicuri i sistemi e proteggere le informazioni private.

La Città di Torino, al fine di dare applicazione al D.L. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale “CAD”), intende promuovere e rafforzare i benefici legati all’adozione del software libero che, nello specifico, si possono tradurre in un migliore impatto economico sul territorio e la relativa valorizzazione delle sue competenze, una maggiore concorrenza tra i fornitori e indipendenza da essi, un ricorso più frequente al riuso del software di altre Pubbliche Amministrazioni, un’elevata garanzia di trasparenza tramite l’ispezionabilità del software, una maggiore interoperabilità e accessibilità dei sistemi informativi mediante l’adozione di formati di dati aperti, una riduzione dei costi attraverso la condivisione con altri enti pubblici, una maggior partecipazione del cittadino e, infine, un pieno recepimento dei princìpi sanciti dalla Costituzione.

L’Amministrazione intende investire sul territorio e sul tessuto sociale locale creando condizioni favorevoli alla costruzione di innovativi modelli di collaborazione tra diverse Pubbliche Amministrazioni, i cittadini e le imprese, secondo le pratiche usualmente adottate nelle comunità di sviluppatori e utenti di software libero come documentano, ad esempio, il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani” n. 375 approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 11 gennaio 2016.

Stallman nel suo intervento ha affermato “vogliamo creare e sviluppare a Torino la più grande  comunità di hub di software libero.” Ha ribadito la sua visione politica della rete e dei suoi terminali di accesso: “un mondo soggiogato dalle grandi aziende informatiche, che attraverso i loro programmi limitano la libertà d’utilizzo degli utenti che diventano clienti di servizi e condizionati nel loro utilizzo a un controllo continuo delle proprie attività, dei propri dati, della propria identità. Solo il software libero rende liberi gli utenti”.

“Con l’istituzione di questo Tavolo – evidenza l’assessora Paola Pisano – la Giunta vuole dare seguito alla mozione approvata in Consiglio Comunale il 3 aprile sull’adozione del software libero e sistemi informatici sicuri. Ringrazio pertanto i consiglieri che, insieme alle realtà universitarie e alle associazioni di settore, sicuramente daranno un forte contributo alla Città sulle tematiche del software libero e sui relativi processi per adottarlo all’interno dell’Amministrazione”.

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