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Un aiuto da Politecnico e Ordine Architetti per progettare la scuola del futuro

Nel corso dei lavori della V Commissione consiliare riunitasi questa mattina a Palazzo Civico, sono stati affrontati i temi riguardanti l’edilizia scolastica. Particolare attenzione è stata dedicata allo stato degli edifici che ospitano nidi, scuole dell’infanzia e i cicli scolatici dell’obbligo.

L’edilizia scolastica è un tema centrale per questa amministrazione sia sotto il profilo della sicurezza che della progettazione degli spazi” sottolinea Federica Patti, assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica.

A tal proposito il Comune di Torino sta avviando una serie di collaborazioni: una con il dipartimento di Scienze delle Costruzioni del Politecnico di Torino, con il che si occuperà dei temi dell’analisi delle strutture e delle procedure che riguardano gli edifici anche in un’ottica di formazione del personale. “E’ per noi importante questa collaborazione con il professor Ferro, ordinario al Diseg (Dipartimento di ingegneria strutturale, edile e geotecnica), che ci auguriamo possa essere estesa a un protocollo più ampio con il Politecnico per poter parlare di edilizia scolastica non solo per quel che riguarda gli aspetti strutturali”.

Ed è in un’ottica più ampia che l’assessora ha dichiarato di aver invitato l’Ordine degli Architetti di Torino e la relativa Fondazione a un primo incontro per valutare la fattibilità di una collaborazione che possa investire anche l’ambito progettuale e il dibattito architettonico sugli edifici scolastici.

Nonostante la criticità economica che l’Amministrazione pubblica si trova ad affrontare – si legge nella lettera che l’assessora ha inviato all’Ordine degli Architetti – credo non si possa rinunciare ad aprire una riflessione su questo tema, e più in generale su una rigenerazione degli spazi scolastici alla luce di un nuovo quadro culturale. Quali spazi sono adeguati alla scuola di oggi? Ancora più rilevante è perseguire questa ricerca in momenti di difficoltà come questo, per mantenere vivo il valore dell’innovazione, quando il rischio è chiudere gli orizzonti della scuola nel qui e ora, rinunciando a delineare nuove prospettive e aprire scenari di miglioramento.
Entro un dibattito serio e profondo – continua Patti – sugli spazi educativi credo possa esistere un’occasione preziosa di scambio e confronto che può far incontrare chi opera nella libera professione con chi quotidianamente affronta sul campo i problemi tecnici e normativi dell’edilizia scolastica, al fine di adempiere correttamente a tutti i procedimenti. Credo che se questo processo trovasse luogo all’interno di percorsi di formazione che vedono come oggetto di progettazione il patrimonio edilizio scolastico, si potrebbe dare avvio a un dibatto architettonico virtuoso che non ha ancora avuto luogo in Italia”.

Per quel che riguarda le scuole oggetto delle interpellanze di oggi l’assessora ha dichiarato che è stata risistemata la scuola dell’infanzia di via Germonio mentre più problematica è la scuola King dove lo stanziamento necessario a metterla in sicurezza è di quasi 2 milioni di euro.

A questo proposito Patti ha sottolineato: “La Giunta precedente non aveva mai deliberato il finanziamento per la sua ristrutturazione, anche perché ce la saremmo ritrovata nei capitoli di bilancio, ma si era limitata a inserire l’intervento nel piano triennale delle opere pubbliche. Ora la Città ha redatto il progetto di fattibilità, ma per poter proseguire occorre reperire le risorse anche attraverso bandi regionali e nazionali e non è un percorso semplice ne di breve durata”.

A termine della commissione l’assessora ha, comunque, invitato il dirigente della scuola King a un incontro più ristretto con l’edilizia scolastica e gli uffici di via Bazzi per capire se è possibile trovare delle soluzioni che aiutino la gestione quotidiana degli spazi in cui sono state sistemate le aule della scuola elementare King.

Non possiamo che accogliere favorevolmente – ha sottolineato il presidente della Commissione Federico Mensio – il coinvolgimento di un ente come il Politecnico di Torino nell’individuare soluzioni per gestire al meglio la situazione degli edifici scolastici. Saremo, comunque, attenti sul tema della programmazione degli interventi e sulle opportunità offerte da questa sinergia sopratutto per gli sviluppi che potrà avere su altri fronti”.

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