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Open House Torino: scoprire grandi e piccole architetture della città

di Mariella Continisio

È stata presentata questa mattina la prima edizione di Open House Torino, che il 10 e l’11 giugno aprirà gratuitamente le porte di 111 luoghi pubblici e privati più rappresentativi della città per scoprire la ricchezza dell’architettura e del paesaggio urbano. L’evento consentirà, per un fine settimana all’anno, di visitare edifici storici, moderni o contemporanei, eccellenze in città, uffici, spazi verdi o sociali, strutture recuperate.

Tra questi anche alcuni spazi educativi della Città di Torino come la scuola dell’infanzia comunale “Chagall” in via Cecchi 2, la ludoteca “Il Paguro” in via Oropa 46 e il laboratorio di lettura di Iter “Villino Caprifoglio”, in viale Medaglie d’oro.

Nel lungo elenco vi sono altri edifici di proprietà dell’Amministrazione Comunale: Torino Esposizioni, corso Massimo D’Azeglio 15; Motovelodromo “Fausto Coppi”, corso Casale 144; Museo Lombroso, via Pietro Giuria 16; Palazzo Lavori pubblici, piazza San Giovanni; Casa nel Parco, Casa del quartiere a Mirafiori Sud, via Panetti 1(Parco Colonnetti).

Saranno, inoltre, presentate nuove costruzioni e case private “in un dialogo continuo tra storia e architettura, tra presente e passato, tra diversi modi di pensare, di vivere e di essere nella nostra città” sostengono gli organizzatori.

Le visite gratuite, rese possibili dall’adesione all’evento di 314 volontari, sono organizzate in modo diverso nei vari luoghi aperti e hanno in genere una cadenza regolare (ogni 20-30 minuti); a volte sono condotte dagli stessi progettisti, così da soddisfare le eventuali curiosità dei visitatori.

Open House – sottolinea l’assessora Federica Patti – è una manifestazione importante a cui il Comune di Torino ha aderito perché apre le porte della città alla sua comunità. L’evento si colloca insieme ad altri appuntamenti come ‘Torino Porte Aperte’ e ‘La Scuola adotta un monumento’, che richiamano l’attenzione dei cittadini sul ricco patrimonio artistico locale. Non solo ambienti privati ma anche pubblici, come le scuole e gli uffici, che raccontano un pezzo di quotidianità vissuto da ciascuno di noi. È una manifestazione con un valore trasversale, che crea comunità e senso di appartenenza
”.
Gli organizzatori della manifestazione – lʼassociazione culturale Open House Torino, formata nel 2017 da un gruppo di architetti e appassionati della città fa parte del network Open House Worldwide – mirano a far conoscere al pubblico il grande patrimonio comune e a riflettere sul ruolo dei luoghi in cui viviamo. Con un messaggio: “una città progettata meglio negli edifici, negli interni, nello spazio pubblico è una città capace di farci vivere meglio. È un invito alla scoperta, una grande festa per la curiosità”.
Il progetto, nato a Londra nel 1992 dal lavoro della fondatrice Victoria Thornton e diffuso in oltre 35 città del mondo, consiste nell’aprire le grandi architetture della città normalmente non accessibili. In Italia, prima di Torino il format internazionale è stato replicato a Roma e Milano.

La lista completa delle architetture visitabili, con le relative schede, è consultabile sul sito di Open House http://openhousetorino.it/edifici/.

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