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Giovani generazioni migranti, nuovi costruttori di ponti culturali

di Mariella Continisio

Di quali competenze sono portatrici le nuove generazioni? Qual è il loro apporto nei diversi settori della vita sociale? In che modo possono contribuire all’idea di una rinnovata cittadinanza per tutti? Sono queste le tematiche del seminario nazionale “Costruttori di Ponti 3.

Protagonisti! Le nuove generazioni di italiani si raccontano” che mette a confronto, in varie sessioni, il background dei giovani di diverse provenienze culturali, con le istituzioni nazionali e locali.

Immagine dell’Istituto Alcide Cervi

I lavori si sono aperti ieri pomeriggio nel palazzo comunale di Reggio Emilia e proseguono oggi, venerdì 31 marzo, fino alle 17, nella sede dell’istituto Alcide Cervi a Gattatico (Reggio Emilia). L’obiettivo dell’incontro è mettere in evidenza l’apporto dei giovani di origine straniera, la loro dimensione di “nativi interculturali”, di naturali “costruttori di ponti”.

E proprio per adeguare le scelte politiche e amministrative ai bisogni e alle competenze delle nuove generazioni italiane è necessaria la partecipazione delle istituzioni locali e nazionali, dei decisori politici e degli operatori della comunicazione pubblica. Auspicio degli organizzatori – istituto Alcide Cervi e comune di Reggio Emilia – è riuscire a replicare questo modello di incontro e di confronto in altre città e realtà.
Vi partecipano giovani, studiosi, esperti, operatori ed istituzioni, nei settori della scuola, del lavoro, della cultura, dei media, della cittadinanza e dello sport.

La seconda giornata di studio, ospitata dall’Istituto Cervi, è organizzata in sessioni tematiche: scuola, lavoro, cultura, media partecipazione/cittadinanza, sport. Le attività sono coordinate e condotte da un rappresentante delle istituzioni locali o nazionali e da uno del Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane. Ciascuna sessione sarà aperta con la lettera di un estratto della sezione del Manifesto delle nuove generazioni italiane, inerente al tema.


Questa mattina, tra i vari relatori, è intervenuta Federica Patti, assessora all’Istruzione della Città di Torino: “Le nuove generazioni giocano un ruolo cruciale perché si trovano nella condizione di convivere con diversi codici culturali. È una condizione privilegiata – ha sottolineato l’assessora – che le rende candidate naturali al ruolo di costruttori di ponti. Per costruire ponti servono mattoncini. Il nostro operato è volto a costruire quei mattoncini, cercando di garantire ciò che è necessario e di facilitare ciò che riteniamo politicamente importante. In questo siamo orientati da due considerazioni. La prima è che lavorare sull’accoglienza e sulla valorizzazione delle differenze sin dalla prima infanzia non è solo un investimento sulle opportunità fornite a una bambina o un bambino, ma un’occasione preziosa di inclusione delle loro famiglie. La seconda è il riconoscimento che la pluralità è un fattore positivo di dialogo non solo tra culture, bensì anche interno ad ogni cultura”.
Collaborano alla realizzazione dell’evento il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e quello del Lavoro e delle Politiche sociali, il Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane, Il Centro Fondazione Mondinsieme, l’Università di Modena e di Reggio Emilia.

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