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All’Accademia dell’Agricoltura si parla di salute e di cibo

di Mariella Continisio

Fondata nel 1785 come società Agraria, l’Accademia dell’agricoltura di Torino ha tra i propri scopi la promozione del progresso delle scienze agrarie e delle materie interdisciplinari per contribuire allo sviluppo del settore agroforestale e alimentare. In particolare i propri membri si occupano di agricoltura sostenibile, di sicurezza e qualità degli alimenti, di risparmio energetico e di energie rinnovabili, ma anche di prevenzione e sicurezza del lavoro, di difesa integrata delle coltura e del paesaggio, dell’innovazione in agricoltura. Tematiche sulle quali l’Associazione promuove incontri aperti al pubblico.

Venerdì 20 febbraio alle  16 nella sede dell’Accademia in via Andrea Doria 10, Carlo Nebbia, ordinario di Farmacologia e tossicologia veterinaria, esperto scientifico dell’Autorità europea sulla sicurezza alimentare (Efsa), terrà una conferenza su “Veleni nel piatto – come difendersi”. Nel corso dell’incontro illustrerà quali  residui tossici si possono trovare in vari alimenti come gli estrogeni negli omogeneizzati o la diossina nelle costine di maiale e racconterà i più recenti episodi di latte contaminato con melammina e della carne di cavallo contenente residui di fenilbutazone. Saranno, poi, presentate le tipologie di contaminanti dei vari alimenti, con particolare riguardo alle sostanze ad effetto anabolizzante, farmaci, contaminanti ambientali e batteri responsabili del fenomeno della resistenza ai chemioantibiotici.

L’Accademia, inoltre, sempre più si rivolge ai giovani pensando al loro futuro professionale. A partire dal 12 marzo, promuoverà un ciclo di undici seminari per “l’orientamento al lavoro nel campo agroalimentare uno dei settori fondamentali per lo sviluppo nel nostro Paese, ma in larga parte sconosciuto o dimenticato” sottolineato gli organizzatori.

L’Accademia – spiega il presidente Pietro Piccarolo – offre risposte concrete alle necessità che emergono dal mondo dell’agricoltura e dalla società civile, operando attraverso una rete di rapporti con le Istituzioni nazionali e internazionali e con le organizzazioni di categoria. Con queste ultime si punta alla divulgazione scientifica, promuovendo incontri con tecnici del settore e pubblicando manuali come ‘Dal biogas al biomentano: un’opportunità per l’agricoltura’”. Lo scorso anno è stato prodotto un dvd realizzato  con l’assessorato regionale all’Agricoltura su “Produzione integrata in frutticoltura”.

Nelle stanze dell’archivio e nella biblioteca l’Accademia conserva la memoria storica dell’agricoltura piemontese e vanta alcune raccolte museali: la Collezione pomologica Garnier Valletti – composta da 900 frutti completamente schedati – è corredata dai documenti preparatori alla realizzazione di frutti artificiali, un vero e proprio “unicum” attualmente in fase di digitalizzazione, la Collezione mineralogica  e la Collezione di microscopi del XIX e dei primi anni del XX secolo. Le raccolte sono state restaurate e sono visibili al pubblico.

 

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