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Passeggiate alla scoperta della Barriera (ma il mare non c’è)

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di Mauro Marras

Non ci sono periferie che non possano smarcarsi dall’essere sinonimo di degrado, delinquenza, emarginazione. Torino lo ha dimostrato in due decenni di riqualificazione, a partire dal 1995 con l’azione di rigenerazione urbana di via Artom, e poi con via Arquata, via Parenzo, via Ghedini, Mirafiori Nord, così come Porta Palazzo e San Salvario, e in molte altre situazioni di marginalità e abbandono. Per arrivare a Barriera di Milano, che negli ultimi cinque anni ha vissuto una grande stagione di rinascita, fino a proporsi come luogo da visitare, con le sue attrattive per turisti, le sue eccellenze artistiche e culturali, la sua peculiare quotidianità – mercati, giardini, locali, personaggi – che da oggi è tutto riversato in una mappa e in un sito rivolto a quanti vogliano scoprire questo insospettabilmente interessante quartiere della città.

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Un’opera di Millo

D’altronde, erano stati per primi il New York Times e il Guardian a inserire la Barriera di Milano tra le cose da vedere a Torino. E allora perché non fare una mappa turistica, facendosi aiutare da ben 600 cittadini e da sei testimonial d’eccezione?

E’ nata così “A Barriera c’è il mare”, iniziativa del Comitato Urban quale ultimo atto della quinquennale azione di riqualificazione del quartiere, con circa 35 milioni di euro riversati nella ristrutturazione e recupero di vecchi edifici industriali, interventi di risanamento di suolo pubblico (strade, illuminazione, giardini, aree pedonali, aree mercatali, aree giochi e piazze) e di risanamento sociale: stimolando il già manifesto e diffuso orgoglio di essere di Barriera e la partecipazione alle scelte e alle azioni previste dal piano.

Seicento persone hanno compilato un questionario indicando i luoghi del cuore e quelli che giudicavano interessanti. Dalla scrematura delle risposte pervenute sono emersi 70 luoghi da non perdere. Inoltre sei testimoni d’eccezione – Margerita Oggero, Alessandro Bulgini, Vito Miccolis (alias Dottor Lo Sapio), Paolo Coccorese, Valentina Farassino e Marco Magnone – hanno raccontato il quartiere dal loro punto di vista, sei tour preconfezionati offerti ai potenziali visitatori.

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Vestito di rosso, Alessandro Bulgini

Questa mattina Alessandro Bulgini ha accompagnato alcuni giornalisti attraverso la “sua” Barriera. Bulgini è un artista che ha scelto Barriera come casa e come spazio di azione artistica. Così il tarallificio e il mercato di piazza Foroni, il panificio pugliese di via Crescentino, la scuola Gabelli e il Laboratori di Barriera di via Baltea, oltre al teatro Piccolo Piccolo o Garabato (27 posti), sono luoghi reali di una mappa fantastica che contribuiscono a dare sostanza a un quartiere dei desideri, eccellenze che illuminano angoli di un territorio che prova a ritrovare un ruolo, un’identità, una prospettiva. Nella mappa ci sono piole, cremerie e kebabbari; musei, installazioni, fondazioni; attività artigianali, locali con musica, spazi verdi, hammam, edifici di pregiata architettura. Una guida tutta da vivere e da camminare si apre ai nostri occhi e trova nel sito www.turinbarriera.it un costante aggiornamento. Stasera al Circolo dei Lettori alle 18 la presentazione al pubblico dell’iniziativa.

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La mappa è nata grazie all’impegno del Comitato Urban, della Città di Torino, in collaborazione con Fondazione Crt, Bagni Pubblici di via Aglié, il Laboratorio di via Baltea, la Fondazione Contrada Torino Onlus, oltre a Gtt e Turismo Torino. Ma soprattutto grazie ai seicento cittadini di 24 nazionalità, per il 37% stranieri – perlopiù marocchini, rumeni, cinesi e nigeriani -, di età tra i 7 e gli 85 anni, con i loro consigli e la loro passione.

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