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L’arte-musica delle opere di Giansone a Palazzo Paesana per il TJF2016

di Luisa Cicero

La roccia è compatta e resistente, e racchiude in sé quanto è il materiale utile, e lo trattiene caparbiamente. E’ come il cuneo, posto sul punto più fragile, che con il minimo sforzo si può creare la spaccatura nella direzione della vena. Per te, il punto più fragile di questo resistere alle difficoltà, è l’arte”  così scriveva Mario Giansone.  DSCF6607Chiuderà il 25 maggio la mostra l’Armonia Nascosta dell’artista Mario Giansone a Palazzo Saluzzo Paesana. Parte integrante del programma del Torino Jazz Festival 2016 l’esposizione è finalizzata alla riscoperta dell’artista, uno dei protagonisti della scultura del ‘900,  uomo schivo, geniale e carismatico. Principalmente scultore, ma anche pittore, insegnante, teorico, attraverso la pietra, il marmo, il bronzo e una innumerevole produzione di quadri, disegni, incisioni e arazzi, affronta i temi che caratterizzano tutta la sua produzione artistica, determinando l’unicità e l’eccezionalità della sua opera e della sua persona. Il processo creativo privilegia l’antico dialogo con la materia, che conduce dall’informale al formale, attraverso una serie di decisioni irreversibili, delle quali, in molte sue opere e nei disegni preparatori, ha lasciato ampia testimonianza.

I temi che Giansone sente appartenergli in modo profondo, e che indaga nella sua attività artistica, sono chiaramente individuabili: la guerra, le innovazioni tecnologiche del Novecento, la donna, intesa come espressione di delicato intimismo e di affetti, i gatti, colti con assoluta naturalezza. E la musica.

Per Mario Giansone, l’arte è musica.

Della relazione tra scultura e musica e del filo che lega il movimento dell’anima alla sua produzione artistica, Marco Basso, curatore de ‘L’Armonia Nascosta’ e critico musicale, scrive nelle pagine del catalogo della retrospettiva (edizioni Ad Arte) : “Mi piace accostare Mario Giansone ai grandi del jazz: in loro sempre aleggia uno spirito libero che trova affermazione e sublimazione nel momento creativo, unico per la sua immediatezza e irruenza, espressione di una tecnica perfezionata con lo studio e concretizzata in un a solo, sempre diverso, anche se il tema su cui ci si impegna e misura, è il medesimo. Allo stesso modo, Giansone nelle sue creazoni sa unire la spontaneità del suo estro alla razionalità di chi sa dominare la materia e la forma, conoscendo bene i volumi e le linee che costituiscono l’essenza della figura.”DSCF6568L’artista racconta il jazz attraverso tutte le diverse forme della sua arte: nelle pietre, nei bronzi, nei disegni, nelle incisioni, nei gioielli. Senza ripetersi, senza mai creare un artefatto che diventi cifra simbolica della sua produzione; continua Marco Basso: “Le sue visioni del jazz spaziano dall’eterea e spirituale rivisitazione di una pittura, addirittura evanescente, alla concretezza e consistenza della scultura, comunque dimostrandosi un mezzo potente di espressione oltre a rappresentare un’ulteriore occasione per accostarsi e sorprendersi di fronte all’ingegno di questo poliedrico artista”. Il jazz è arte e l’arte è jazz: ” Giansone si immerge nella musica e le sue opere diventano espressione visiva della percezione sonora, ricevendo direttamente energia ed ispirazione dai suoni e dalle improvvisazioni, tipiche della musica jazz. Cattura la vivacità del gesto del musicista, i suoi movimenti e insieme la vita, l’essenza del suono. Le sue sculture, i suoi dipinti sono come un motivo jazz, unico, ma Giansone vince la sfida con quel carattere di effimero dell’improvvisazione: se all’ascoltatore sfugge l’attimo della creatività del musicista, questo è perso per sempre; invece per sempre il lampo creativo di Giansone resta impresso nella materia”.

Nel complesso, il suo è un lavoro che mai prescinde dalla ricerca di una metodologia scultorea, una ricerca che si concretizza nello sviluppo del principio genetico delle forme -le teste umane, il cane, la faraona, la pietra dell’amore, lo starnazzo delle galline, il gatto -, nell’approccio sistematico alla “forma del vuoto”- i concerti per pianoforte ed orchestra, la portaerei, la fonderia-, nello studio del modulo come principio compositivo – disegni e incisioni – e, non ultimo, nella “Teoria delle tangenti”, dall’artista concepita e adottata come proprio metodo didattico.

Nelle oltre 35 sculture, 50 quadri e 4 arazzi in cui si snoda il percorso  emerge l’estetica dell’artista, la ricerca puntuale di una coerenza formale, il dialogo con la materia, la transizione dall’informale al formale: un incastro di vuoti e pieni che genera un diverso ideale, sempre coerente, con luci e ombre che, diversamente direzionate, consentono alle sue opere di trasformarsi e apparire in costante evoluzione.

La mostra arriva al culmine di un periodo di riscoperta dell’artista: negli stessi giorni dell’esposizione, dal 20 aprile al 20 maggio, il Gruppo Ersel di Torino presenta La Donna della Domenica, un altro omaggio a Mario Giansone, curato da Guido Curto, un insieme di pietre, marmi e quadri, dedicato a uno dei grandi temi dell’opera dell’artista.

In occasione del centenario della sua nascita, l’Istituto d’Arte Aldo Passoni (oggi Liceo artistico), dove tra il 1956 e il 1985 Giansone insegnò Plastica (ornato e figura modellata), e poi Disegno dal vero e Educazione visiva, gli ha dedicato una mostra conclusa a febbraio 2016, un percorso espositivo nella complessa vicenda della personalità, dell’opera, della figura di professore.

Di lui scrive un’allieva: “Statura media, taglia 46 slim, volto affilato, pelle olivastra, lineamenti da mediorientale, sguardo penetrante da falco che osserva e contemporaneamente legge l’anima del soggetto [..] Un maestro in grado di trasformare la realtà oggettiva, insegnando a trasferire l’osservato graficamente, a relazionare il vuoto con il pieno, a confrontarli per scoprirne coerenze formali e proporzioni, a diffidare della convenzionalità e degli stereotipi,[…], a non scendere a compromessi anche a costo degli insuccessi”.

La mostra l’Armonia Nascosta presso Palazzo Saluzzo Paesana è aperta fino al 25 maggio 2016; è a ingresso libero. Orari: lunedì – venerdì 15-19; sabato – domenica 11-19; (chiuso il martedì, eccetto il 26/04)
o su appuntamento eventi@palazzosaluzzopaesana.it

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