“Il menu l’ho fatto io”: studenti alla tettoia dei contadini di Porta Palazzo

di Mariella Continisio

Le bambine e i bambini delle classi 4^ delle scuole primarie Anna Frank e Antonelli, domani, 22 aprile, alle 9.30 visiteranno la “Tettoia dei contadini” di Porta Palazzo, in piazza della Repubblica. E’ l’ultima uscita in calendario delle 10 scuole che, in questo anno scolastico, hanno aderito al percorso “Il menu l’ho fatto io”.

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L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche educative della Città di Torino, ha coinvolto nell’arco di un triennio 750 allievi, per un totale di 30 classi distribuite in tutte le Circoscrizioni. Quest’anno i 240 studenti provengono dalle Circoscrizioni 2, 3, 4, 6 e 7.

L’educazione a una sana alimentazione – che tocca aspetti legati ai comportamenti, a gli stili di viti e al benessere – è il cuore del progetto “Il menu l’ho fatto io” rivolto alle scuole elementari di Torino per costruire un menu partecipato proposto direttamente dai bambini, che, l’anno prossimo, sarà esteso a tutte gli istituti primari torinesi. Il menu proposto nelle scuole comprende molti dei piatti scelti dagli scolari come il tortino alla maggiorana e menta, le lasagne al ragù, le lenticchie con il pomodoro e il pollo all’arancia inseriti nelle proposte invernali, mentre la bruschetta la pomodoro e la rolata di tacchino fanno parte di quelle estive.

L’uscita delle scolaresche è stata preceduta da una lezione sulla geografia dei prodotti agricoli locali. Gli studenti potranno riconoscere i frutti di stagione e le verdure tipiche di questo periodo – il cavolo cappuccio, gli asparagi, le fragole e le mele – la loro origine e le loro lavorazioni, per poter meglio comprendere le scelte alimentari del Servizio Ristorazione della Città. Nei refettori quotidianamente i giovani studenti mangiano produzioni di stagione provenienti dalla filiera locale, biologica o ottenuta con la produzione integrata oppure provenienti dal commercio equo e solidale.

Al mercato dei contadini sono presenti 80 aziende agricole, provenienti nell’80% da località che si trovano a 30 chilometri di distanza da Torino. Alcuni contadini portano i loro prodotti dalla provincia di Asti, Vercelli e Cuneo.