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Don Gnocchi ricordato al Circolo Ufficiali

 

Fotonotizia

 

di Michele Chicco

“Il santo con la penna alpina”, don Carlo Gnocchi è stato commemorato venerdì sera al Circolo Ufficiali dell’Esercito di Corso Vinzaglio.

A sessant’anni dalla morte e a sei anni dalla beatificazione di don Carlo Gnocchi, la Fondazione a lui intitolata e l’Associazione Nazionale Alpini, in collaborazione con il Comando Regione Militare Nord, hanno infatti organizzato una serata in ricordo di questa importante figura religiosa e sociale. L’incontro “Aspettando l’Adunata. La figura di don Gnocchi, Imprenditore della Carità”, presentato dal giornalista televisivo Francesco Marino è stata l’occasione per rammentare la vicenda umana del Beato don Gnocchi, Cappellano Militare volontario degli Alpini durante la Seconda Guerra Mondiale sui fronti greco-albanese e nella campagna di Russia.

Il Sindaco di Torino, Piero Fassino, intervenuto alla serata, nel ricordare l’importanza di don Gnocchi, ha testimoniato la vicinanza di Torino agli alpini e all’ANA, evidenziando il sentimento di orgoglio per tutti gli alpini e i militari italiani impegnati in missione di pace all’estero.

E’ doveroso ricordare, soprattutto oggi, una figura emblematica come don Gnocchi. In lui ritroviamo i valori fondanti del nostro essere militari”, ha osservato il Generale Massimo Panizzi, Comandante della Regione Militare Nord, nel saluto introduttivo.

Il contesto storico vissuto da don Gnocchi è invece stato illustrato da Gianni Oliva che ha ripercorso le fasi cruciali del secondo conflitto mondiale con l’impegno italiano sul fronte greco-albanese e in Russia e in seguito, al termine della guerra, la lenta e difficile ricostruzione dell’Italia martoriata, animata dalla speranza e dalla volontà di rinascere.

Ulteriori testimonianze sono state offerte dal Presidente Nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero, che ha sottolineato la vicinanza degli Alpini alla figura di don Carlo e alla Fondazione che porta il suo nome, e dal Vice Presidente del Consiglio Regionale Nino Boeti, che ha ricordato come il Piemonte sia la patria delle Penne Nere.

A conclusione dell’evento il Presidente della Fondazione, Mons. Angelo Bazzari, e il responsabile dei due Centri di riabilitazione di Torino, Luigi Cremasco, hanno illustrato l’attualità dell’opera di Don Gnocchi a Torino, in Italia e nel mondo. Mons Bazzari ha inoltre ricordato come “la regola in assoluto del nostro fondatore è stata il vangelo vissuto con radicalità e autenticità. Don Gnocchi si è posto a servizio dell’umanità innocente ferita nella sua dignità di persona e devastata nel fisico. Ha esercitato la “fantasia della carità” con amorevole compassione, appassionata misericordia e con la condivisione del dono.”

La serata è stata animata dal sestetto di ottoni della Fanfara della Brigata Alpina “Taurinense” e dal Coro della Sezione ANA di Torino e dalle letture tratte da brani degli scritti più importanti del grande cappellano militare.

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