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Torino, ultimo miglio dell’innovazione

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di Mauro Marras

Sostegno alla ricerca, multidisciplinarietà, stimolo all’innovazione: sono questi i compiti del nuovo spazio in costruzione, una cittadella dell’energia aperta al contributo di istituzioni, imprese, centri di formazione d’eccellenza.

L’Energy Center di Torino, il cui cantiere è ormai giunto alla conclusione, sarà il terminale di una rete di istituzioni, imprese, università, fondazioni che condividono un obiettivo: sostenere la ricerca in questo ambito, condividere soluzioni, attrarre finanziamenti europei, nazionali e privati, affrontare il tema dell’energia sotto i suoi molteplici aspetti, compresi quelli della sostenibilità e della riduzione del consumo, stimolare l’innovazione.

Oggi Città di Torino, Regione Piemonte, Politecnico, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, hanno invitato il mondo della ricerca e della produzione e i giornalisti a vedere che  cosa concretamente conterrà il nuovo polo di ricerca torinese.

Un investimento complessivo di 20 milioni di euro, sostenuto in gran parte con le risorse della programmazione 2007-2013 dei fondi Fesr (14 milioni) erogati dalla Regione Piemonte e per la restante parte da Compagnia di San Paolo (4 milioni) e Fondazione Crt. Settemila i metri quadrati totali da riqualificare e riconvertire, di cui 5mila destinati al centro e 2mila di parcheggio pertinenziale.

“L’Energy Center è un ‘parco dell’innovazione’ che caratterizza il profilo della città. Un profilo di città dell’innovazione che ha origini nella nostra importante storia industriale – ha detto  nel corso dell’incontro il sindaco Piero Fassino – a partire dai centri di ricerca di Fiat, Rai e Telecom, all’incubatore d’imprese del Politecnico, all’Università, al centro di ricerca della General Motors e le iniziative delle Fondazioni Crt e Compagnia di San Paolo”.

“Il nuovo centro integra un bacino che diventerà ulteriormente un attrattore di nuove attività. Un bacino che è l’ultimo miglio dell’innovazione, quello che dà accesso all’applicazione  – ha continuato il sindaco -. Per questo l’Energy Center è il paradigma di quel che è diventata la nostra città: un punto di intersezione tra ricerca, innovazione e applicazione”.

L’Energy Center a Torino coniuga la capacità di fare rete, sia a livello nazionale sia europeo, con la capacità di promuovere la creazione di nuove attività imprenditoriali nel settore energia, con la crescita delle conoscenze nel settore e la conseguente produzione di innovazione grazie alla sinergia e allo scambio di informazioni tra i diversi attori che svolgeranno la loro attività all’interno della struttura. Pubbliche Amministrazioni, Enti di Ricerca e Imprese possono così trovare un ambiente per operare su tematiche anche diverse ma spinte a un’interazione collaborativa dall’azione del centro stesso e dal comune interesse di innovazione sociale, tecnologica e gestionale nei temi energetici.

In questa visione, la costituzione dell’Energy Center (EC) a Torino tende quindi a favorire e concepire lo sviluppo locale secondo un modello “a tre eliche”, i cui poli siano innovazione, formazione e industria, con una connessione stretta e diretta con le politiche energetiche (europea, nazionale e regionale) e i loro attori (Commissione Europea, Ministeri, Regione Piemonte).

Il centro sarà gestito dal Politecnico di Torino in accordo con gli altri enti, Regione Piemonte e Città di Torino, e con Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt. La scelta della sua presenza nella mappa della città non è quindi casuale, ma risponde all’esigenza di collocarlo in un contesto già fertile e dedicato alla ricerca e all’innovazione: un campus universitario vivo e moderno, dove dipartimenti universitari, incubatori di imprese e punti di aggregazione convivono in una miscela tra pubblico e privato già collaudata, dove sono nate in 15 anni 180 nuove imprese.

Il centro favorirà lo sviluppo locale, coniugando conoscenza (scientifica e tecnologica), policy energetiche (locali, nazionali ed europee), la formazione di settore, la creazione di nuove attività imprenditoriali nel settore dell’energia con sviluppo, a livello locale, nel settore delle tecnologie e dei servizi, in un contesto guidato dall’innovazione.

Si porrà attenzione alle suggestioni e ai bisogni provenienti dal mondo dell’energia, offrendo una risposta in termini di ricerca e di creazione di soluzioni efficaci. Ciò grazie anche alla disponibilità di dati energetici di vasta scala: l’Energy Center sarà l’occasione per costituire una data-house di supporto alle decisioni politiche e alla creazione di nuove iniziative imprenditoriali, in un’epoca in cui la disponibilità e la gestione dei dati assume una valenza strategica.

L’Energy Center sarà dunque una casa comune per soggetti pubblici e privati, dove la vicinanza anche fisica favorirà il co-working e la cooperazione, incoraggiando la costruzione nuovi progetti a partire da competenze diverse che agiscono con obiettivi comuni. Studenti, ricercatori pubblici e privati, amministratori, soggetti finanziari (investitori) e imprenditori, startupper e sviluppatori informatici: un luogo di incontro e di accensione di idee nuove che conferma la capacità di Torino di essere Città della Conoscenza viva e ospitale, nonché del Piemonte di essere una regione all’avanguardia a livello nazionale nelle scelte su temi di rilevanza strategica per lo sviluppo dell’ecosistema territoriale.

Sono intervenuti Enzo Lavolta, assessore all’Innovazione; Giuseppina De Santis, assessore regionale al Sistema produttivo; Marco Gilli, rettore del Politecnico; Luca Remmert, presidente della Compagnia di San Paolo; Cristina Giovando, cda Fondazione Crt.

 

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