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Tra Armenia e Islam, un concerto per unire i popoli

di Michele Chicco

La musica è un linguaggio universale di pace, in grado di unire i popoli e le culture: questo il messaggio di “Tra Armenia e Islam”, concerto organizzato dall’Accademia Corale Stefano Tempia in collaborazione con Polincontri Classica in programma questa sera, 21 marzo,  alle ore 21 al Conservatorio per ricordare il centenario del genocidio degli armeni in Turchia.

Il Coro e l’Orchestra dell’Accademia Stefano Tempia e il Coro Maschile “La Rupe” di Quincinetto saranno diretti da Guido Maria Guida e dai maestri Dario Tabbia e Domenico Monetta con Massimo Marin al violino, Maurizio Redegoso Kharitian alla viola e Dario Destefano al violoncello, il soprano Francesca Rotondo, il tenore Alejandro Escobar e il baritono Devis Longo.

Ad aprire la serata saranno i canti nuziali e altre composizioni di Padre Komitas, considerato l’iniziatore della musica moderna armena. Si proseguirà con una prima esecuzione assoluta commissionata dall’Accademia Stefano Tempia, il triplo concerto per violino, viola e violoncello “Dalla cruna del mondo” composto dal contemporaneo Giulio Castagnoli e ispirato a tematiche musicali ebraiche, che rievoca metaforicamente una porta delle antiche mura di Gerusalemme da attraversare per intraprendere insieme un viaggio spirituale e ritrovare così nella musica quell’armonia che nella società sembra perduta. Infine, “Le Sélam, Symphonie orientale” per soli, coro e orchestra di Luis-Étienne-Ernest Reyer, compositore francese dell’Ottocento che si è ispirato alla cultura islamica, chiuderà il programma.

 

 

BIGLIETTI  intero €12, ridotto €10, giovani €5     INFO: www.stefanotempia.it

 

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