Popular financial reporting: persone, lavoro, servizi e la vita della città dentro i numeri del bilancio

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di Mauro Gentile

Quasi tre miliardi di fatturato che rappresentano il 2,37 del PIL regionale, oltre 20mila dipendenti e un notevole numero di servizi che il Gruppo consolidato Città di Torino (il Comune più una quindicina di società partecipate, tra controllate e collegate, una ventina di fondazioni e cinque consorzi) assicura quotidianamente nel capoluogo piemontese a migliaia di cittadini.
Un’attività grande, articolata, complessa e con un impatto non indifferente sull’economia reale del territorio, i cui risultati gestionali – in termini di rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti, tra costi e benefici per la comunità – vengono descritti in modo semplice e chiaro nelle ottanta pagine che costituiscono il Popular Financial Reporting della Città di Torino.


Presentato questa mattina alla Scuola di Economia e Management dell’Università degli Studi di Torino, il Popular Reporting è il risultato di un lavoro di ricerca svolto dal Dipartimento di Management dell’ateneo torinese e rappresenta – come evidenziano il sindaco Piero Fassino e l’assessore al Bilancio, Gianguido Passoni, nel messaggio che introduce la pubblicazione – “un’operazione di trasparenza, un modo per dare una concreta risposta ai cittadini e alla loro crescente esigenza di avere a disposizione documenti completi e facilmente leggibili per poter esercitare quella legittima azione di controllo dal basso sull’operato degli amministratori ai quali, attraverso il voto, hanno affidato il compito di gestire l’ente pubblico”.

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Inoltre, può essere considerato uno strumento utile a favorire la costruzione di un rapporto di fiducia più ampio con i cittadini, stimolando la partecipazione, il confronto e “favorendo – aggiungono Fassino e Passoni –  il coinvolgimento di tutti i portatori d’interesse, dalle famiglie alle associazioni di volontariato, dalle imprese alle organizzazioni sindacali, dai professionisti agli studenti, agli anziani, alle persone con disabilità”.
Che cosa emerge dal quadro offerto dal Popular Financial Reporting? Ad esempio che la Città di Torino nel 2014 ha investito 52 milioni di euro nella cultura perché ritenuta uno “strumento strategico di promozione turistica e del territorio”, quindi un fattore di sviluppo economico. Poi, che il bilancio di Palazzo Civico ha destinato una parte importante delle proprie risorse, 227 milioni di euro, per offrire servizi socio-assistenziali ad anziani, a disabili e sostegno alle fasce più deboli della popolazione (70mila i torinesi seguiti dai servizi sociali). Altro dato, che 151 milioni sono andati all’istruzione per gestire asili nido, materne, mense scolastiche e altri servizi educativi, e inoltre che 223 milioni di euro è quanto è stato stanziato per la cura dell’ambiente e di un territorio cittadino che conta 21 milioni di metri quadri di verde, 110mila piante, 50mila alberi in nei boschi della collina e 275 aree gioco.
Il Popular Financial Reporting, con tutti i dati, le descrizioni e i commenti, è disponibile online sul portale web della Città di Torino.