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Telelavoro e Smart Working nella PA

di Eliana Bert

telelavoro300Come rendere più flessibile e innovativo il lavoro: questo il filo conduttore del convegno “Telelavoro e Smart Working nella Pubblica Amministrazione” che si è svolto oggi nella sala Bobbio dell’ex Curia Maxima.

Il workshop, organizzato dalla Città di Torino con il patrocinio di ANCI Piemonte, è un’anticipazione della giornata del Lavoro Agile in programma domani, giovedì 18 febbraio. Un giorno in cui i lavoratori di aziende private, enti pubblici e studi professionali possono svolgere le proprie attività professionali da casa o da altri luoghi che non siano l’ufficio. Otto ore per vedere l’effetto che fa e, al contempo, affrontare due problematiche di grande attualità: la conciliazione vita-lavoro e la mobilità sostenibile.

Quest’anno però il Comune di Torino, oltre ad aderire all’iniziativa con la consueta sperimentazione del lavoro al proprio domicilio, per raccontare il suo vissuto come datore di lavoro e non solo, ha anche realizzato questo interessante incontro volto principalmente ad approfondire le innovazioni introdotte dalla riforma Madia, ma non solo. Il convegno è stato anche l’occasione per valutare progetti, esperimenti e best practice; analizzare i dati presentati dall’Osservatorio Smart Working di Milano; collegarsi in video conferenza con Amsterdam per conoscere la realtà olandese; valutare l’esperienza del Comune di Torino. In questi anni, infatti, Palazzo Civico, oltre al telelavoro (non bisogna dimenticare che attualmente Torino, con i suoi 42 dipendenti che lavorano a casa propria, è tra le prime amministrazioni comunali italiane come numero di telelavoratori), sta sperimentando anche nuove forme di flessibilità oraria (sono 258 i dipendenti che da giugno 2014 hanno modificato il loro orario optando tra due profili: il primo che prevede tre giornate di sei ore e due giorni di nove ore e, il secondo, che prevede due giorni di sei ore e tre giorni di otto ore).

“L’argomento è estremamente moderno e attuale – ha detto l’assessore Gianguido Passoni in apertura del convegno -. Il Comune di Torino ha esplorato il tema del telelavoro, immaginando una prima fase in cui, utilizzando risorse accessorie, straordinarie e anche un bando della Regione Piemonte, si incontrasse come prima esigenza  quella del lavoratore valutandone l’efficacia e la soddisfazione”.  Il numero crescente di adesione, spiega l’assessore, “testimonia una fase raggiunta di concrterezza, anche se Inizialmente qualche perplessità e qualche paura si è manifestata”.

“Fino ad oggi – prosegue Passoni – si è posta la necessità di cogliere l’occasione per andare incontro all’esigenza del lavoratore in maniera sartoriale e quindi costruire attorno a lui una modalità di lavoro soddisfacente e avviare una fase di lancio del progetto. Adesso, il Comune sta ripensando l’assetto organizzativo del lavoro al suo interno, passando da una fase sperimentale a una in cui si riorganizzano le modalità di lavoro nell’ente in funzione del telelavoro”. Si sta effettuando anche una valutazione dei risparmi ottenibili in termini di spostamenti, con indubbi vantaggi per il sistema città dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

Quella di oggi è stata una giornata intensa che si è conclusa con la presentazione da parte di alcuni telelavoratori municipali di proposte per rendere più agile il lavoro.

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