Shoah, l’impegno di tutti per non dimenticare

di Mariella Continisio

Questa mattina la sala Rossa di Palazzo Civico era gremita per celebrare il Giorno della Memoria. Erano presenti autorità, tra le quali il sindaco Piero Fassino e il presidente del Consiglio Comunale Giovanni Porcino, consiglieri comunali, rappresentanti della Comunità ebraica e studenti delle scuole Ugo Foscolo e della scuola ebraica Emanuele Artom.

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I ragazzi e le ragazze della III H dell’istituto Foscolo – che ha aderito al progetto “Pietre d’Inciampo” – hanno svolto una ricerca sulla figura di Luigi Nada arrestato per motivi politici e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen nel marzo 1944. Morì a Gusen il 10 aprile 1944. La pietra, una delle quaranta situate quest’anno a Torino, è stata incuneata nel selciato in strada comunale di Bertolla 9b il 14 gennaio scorso. Stolpersteine è un monumento diffuso e partecipato ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista. Si tratta di piccole targhe di ottone poste su cubetti di porfido incastonati sul selciato davanti all’ultima abitazione della vittima. L’iniziativa è promossa dal Museo Diffuso della Resistenza dalla Comunità Ebraica di Torino, dal Goethe-Institut Turin e dall’Associazione nazionale ex deportati (ANED)

Il lavoro svolto dai ragazzi è stato presentato da Guido Vaglio, direttore del Museo Diffuso della Resistenza, che ha dato la parola agli studenti: “Grazie a questa iniziativa abbiamo compreso meglio che cosa è stata la deportazione” ha spiegato Giulia. “E’ stata un’esperienza coinvolgente, interessante che ci ha avvicinato alla storia in modo diretto” ha continuato Tommaso. “Speriamo che in futuro non si ripetano queste atrocità e noi, oggi, ci impegnamo a dare un piccolo contributo per una convivenza pacifica” ha concluso Caterina. Poi, insieme, hanno letto la poesia “Martiri di Pasqua” di Quinto Osano, partigiano e ex deportato a Mauthausen.

“La necessità di dotarsi di strumenti per la comprensione del presente e la costruzione del futuro” è stata sottolineata da Dario Disegni, presidente della Fondazione Beni culturali ebraici in Italia e presidente della Comunità ebraica torinese. Disegni ha spiegato che viviamo in un periodo in cui si registra “un’erosione della percezione della memoria viva. E questo è pericoloso” e poi ha concluso: “Auschwitz è stato il cimitero dell’Europa di ieri, il Mediterraneo sta diventando il cimitero dell’Europa di oggi”.

Porcino, dopo aver sottolineato che è necessario educare i giovani a non essere indifferenti, ha fatto sue le parole dello scrittore statunitense, sopravvissuto all’Olocausto, Elie Wiesel “Il silenzio non aiuta mai le vittime” e noi dobbiamo ricordare affinchè “Il nostro passato non diventi il futuro dei nostri figli”.