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Camera: tre nuove mostre che raccontano le diverse verità

Maurizio Braccialarghe e Lorenza Bravetta

Maurizio Braccialarghe e Lorenza Bravetta

di Luisa Cicero

Con una superficie espositiva di circa mille mq, Camera – Centro Italiano  per la Fotografia propone ogni anno tre esposizioni principali e una serie di mostre complementari, alternando esperienze italiane e internazionali. Inoltre il Centro organizza e accoglie mostre antologiche di artisti affermati, collettive tematiche, così come progetti che investigano le più recenti ricerche dei giovani fotografi.

Da domani, mercoledì 27 gennaio, lo spazio espositivo di Camera ospiterà tre nuove mostre: ‘Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla sindone ai droni’ a cura di Diane Dufour, la principale,  la personale di ‘Antonio Ottomanelli: Kabul + Baghdad’ e ‘Lise Sarfati: Oh Man’ a cura di Francesco Zanot.

“Noi spesso e volentieri ragioniamo con gli occhi, siamo gli eredi di una cultura che nasce dall’idea che l’immagine sia prevalente. La nostra società è fortemente condizionata dagli scatti.” Ha sottolineato l’assessore alla Cultura della città, Maurizio Braccialarghe, presente stamattina all’inaugurazione delle mostre.

“Una riflessione che vorrei fare avendo appena visto le immagini esposte – ha continuato l’assessore – è che ciascuna di queste foto stabilisce con noi una relazione. Le mostre ci mettono nella condizione di costruire una visione su fatti storici, di giustizia edi carattere politico. E’ talmente forte e condizionante il ruolo dell’immagine nella nostra creazione del raggiungimento della verità che spesso  bisogna preoccuparsi di quali immagini vengono messe a nostra disposizione. E di quando. Queste esposizioni  arricchiscono la città, sollecitano gli spettatori a interrogarsi e a capire meglio il nostro modo di considerare la verità. “

12508704_1032422846800501_6192459467244271849_nSulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla sindone ai droni – 27 gennaio – 1 maggio 2016. L’esposizione, suddivisa in 11 sezioni, analizza la storia della fotografia forense e mostra un corpus di opere che coprono più di un secolo di storia, dai primi scatti entrati nelle aule di tribunale fino alle foto satellitari usate dalle organizzazioni per i diritti umani per denunciare l’uccisione di civili. Immagini forti, molto diverse tra loro, ma accomunate dalla violenza che documentano e di cui sono prova.

Antonio Ottomanelli: Kabul + Baghdad – 27 gennaio – 13 marzo 2016. La mostra Kabul + Baghdad inaugura una serie di esposizioni dedicate ai giovani fotografi italiani all’interno del corridoio di Camera.12620788_1194201573942725_289310679_o La personale di Antonio Ottomanelli, raccoglie una selezione di immagini da due diversi progetti del reporter italiano, Big Eye Kabul e Mapping Identity. Le opere, realizzate sul campo di scenari cruciali come l’Afghanistan e l’Iraq, evidenziano la necessità e l’urgenza di rivolgere agli accadimenti e a quei luoghi uno sguardo più ampio e opporre alla distruzione un gesto di ricostruzione.

Lise Sarfati: Oh Man – 27 gennaio – 13 marzo 2016. L’esposizione è allestita all’interno della Project Room del 12596923_1194201813942701_101724688_oCentro. E’ interamente dedicata all’ultimo lavoro dell’artista francese Lise Sarfati, realizzato in California, nella Downtown di Los Angeles, tra il 2012 e il 2013. Si tratta di 11 immagini i cui principali soggetti sono alcuni uomini isolati all’interno del contesto urbano, colti durante il cammino nello spazio complesso della città. La metropoli fornisce il sottofondo ritmico invariabile degli imprevedibili gesti degli uomini, sparsi qua e là come note su uno spartito musicale. Il tempo è dato dalla luce istantanea dell’Ovest americano, cristallina e potente.

 

 

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