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Prevenire la radicalizzazione della violenza

di Piera Villata e Gianni Ferrero

La Commissione Consiliare Speciale di promozione della cultura della legalità e del contrasto dei fenomeni mafiosi, un tavolo in Comune per coinvolgere le comunità religiose e le associazioni a intraprendere politiche di prevenzione e contrasto dei fenomeni di radicalizzazione che potrebbero alimentare le forme di violenza. In particolare è stato formalizzato un progetto rivolto a 500 studenti di 19 classi di scuole cittadine per promuovere concetti che meritano di essere adeguatamente compresi e contestualizzati, come Islam, violenza, immigrazione, terrorismo e radicalizzazione.

La presentazione dell’iniziativa è avvenuta questa mattina in Sala Rossa, alla presenza del sindaco Piero Fassino,del vicepresidente Silvio Magliano, dell’assessore Ilda Curti, del presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, delle consigliere Domenica Genisio e Fosca Nomis. Verso la fine di marzo sarà organizzata una manifestazione pubblica nel corso della quale sarà presentato un bilancio dell’esperienza dando voce a studenti, esperti e rappresentanti istituzionali, tra i quali si prevede quella del Sottosegretario agli Esteri, Mario Giro e la proiezione del film He named me Malala, promosso dalla fondazione “Malala Fund” del premio Nobel per la Pace. Il Consiglio Comunale sta inoltre vagliando l’ipotesi di dedicare una giornata, il 18 marzo – anniversario della strage al Museo del Bardo – , al ricordo delle vittime del terrorismo. In apertura di convegno, presente tra gli scranni, il prefetto Paola Basilone, il sindaco ha sottolineato come i fatti che ormai da tempo insanguinano il mondo in nome del fondamentalismo, richiedono una grande riflessione sulle contraddizioni della società contemporanea e una speciale attenzione alle infiltrazioni e contaminazioni. Fassino ha poi illustrato il percorso di dialogo che sarà formalizzato da un ‘patto di condivisione’ intrapreso la settimana passata con i responsabili del Centri islamici. Sono circa 40 mila i cittadini di fede islamica in città, sui 140 mila di origine straniera. Torino è una città interculturale dove sono diffuse le iniziative che valorizzano il pluralismo come elemento di dialogo, mutuo riconoscimento e rispetto tra le diverse comunità religiose. Un formale patto, anche di fronte alla drammaticità della situazione internazionale e dei gravissimi fatti che a Parigi, a Bamako, a Tunisi e in tante parti del mondo, mietono vittime, rinforzerebbe i legami. Costruire una cittadinanza condivisa è elemento indispensabile. Dal canto suo Mauro Laus ha informato la Sala Rossa dell’intenzione del Consiglio regionale di introdurre nel proprio statuto il concetto di ‘fraternità’. Analogo intendimento è stato espresso da Silvio Magliano.

 

 

 

Nei prossimi giorni si intensificheranno i rapporti al fine di portare nel mese di gennaio alla stesura del ‘Patto di Condivisione’, concentrandosi su alcune azioni specifiche: la costituzione di un coordinamento permanente con le comunità religiose e la Città, la presenza presso i luoghi di culto di spazi informativi istituzionali e relativi alle attività del tavolo, la definizione di una proposta a livello internazionale per promuovere il dialogo.

 

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