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Elogio dell’irrequietezza

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Bruce Chatwin

di Mauro Marras

“Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due?”. Così Bruce Chatwin, viaggiatore famelico, teorico dell’alternativa nomade alla sedentarietà contemporanea, spiegava la sua irrequietezza. “Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi e non si cura dei procedimenti razionali dell’istruzione o della cultura. È un uomo di fede” scrive nel libro, uscito dopo la sua morte, “Anatomia dell’Irrequietezza”.

Seguendo questa traccia chatwiniana il critico d’arte e presidente del Circolo dei Lettori Luca Beatrice parlerà domani, 27 novembre, del viaggio come ricerca di sé, specchio della condizione umana, del camminare come esercizio del pensiero. Lo farà al Mao, Museo d’Arte Orientale, di via San Domenico alle 18.

 

L’incontro è l’ultimo della serie intitolata Destinazione altrove: viaggi, emozioni, cinema, immagini, cucina, amore, letteratura, arte, profumi ingredienti di alcuni viaggi d’autore ricchi di suggestioni e storie da ascoltare. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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