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”Ricordare perché non accada più”

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 Il Sindaco Fassino all’Ossario di Forno di Coazze con il Capo dello Stato

Mattinata dedicata al ricordo della Resistenza, e ai suoi valori, per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A Forno di Coazze, in Alta Val Sangone, ha reso omaggio alla Fossa Comune e all’Ossario dei Caduti della Resistenza, nel settantesimo anniversario dell’inaugurazione. Ad accompagnare Mattarella, il sindaco Piero Fassino, presidente del Comitato dell’Ossario, dove sono conservati i resti di 98 partigiani uccisi nella guerra di Liberazione, Ossario voluto tra gli altri dal padre Eugenio, comandante partigiano.

Alla cerimonia sono stati letti i nomi dei caduti, deposte le corone di alloro. Poi hanno preso la parola i sindaci di Coazze, Mario Ronco, e di Giaveno, Carlo Giacone, insieme a Piero Fassino, prima di lasciare il microfono al Capo dello Stato. Il dolore per i caduti della Resistenza è “da conservare sempre nella memoria per difendere la libertà” ha detto il presidente della Repubblica.

“Da settant’anni viviamo in un Paese libero e democratico ma, se alziamo lo sguardo oltre i nostri confini, possiamo ben constatare quanti siano ancora i luoghi in cui i diritti e la libertà sono negati e oppressi” – ha sottolineato Fassino – . Per me e per tanti della mia generazione questo è il luogo della nostra educazione democratica. Troppe sono ancora le aree del mondo in cui ai conflitti non si dà soluzione con la ragione e la parola, ma li si radicalizza con le armi e con la violenza – ha aggiunto – . Così come non possiamo ignorare quante volte nella nostra società ritornano fenomeni di razzismo, di xenofobia, di antisemitismo che credevamo estirpati dopo la terribile tragedia dell’Olocausto”.

Ricordare, dunque, “perché quel che è accaduto non accada più”, ha concluso Fassino, che nel ringraziare Mattarella, ha riaffermato l’impegno democratico affinché l’affermazione di libertà, democrazia, giustizia e solidarietà “ispirino ogni giorno i nostri comportamenti”.

Un monito su cui ha concordato il presidente: “C’è la necessità di tenere sempre vigile l’attenzione verso nuove forme di sopraffazione e morte, perché non sono del tutto scomparsi i pericoli che ogni tanto riaffiorano”. Richiamando i valori della Resistenza, e l’importanza della memoria,  ha reso speso parole di elogio nei confronti dei partigiani martiri: “Un omaggio sentito e doveroso – ha sottolineato il capo dello Stato -. C’è bisogno di un raccoglimento consapevole e riconoscente per tante vite spezzate, tanto eroismo, tanto sangue versato per la causa della libertà”.

Mattarella ha ricordato, in alcuni passi del suo intervento “il carattere popolare, interclassista e sovranazionale del movimento di liberazione”, rappresentato dalla “presenza di tombe di civili, partigiani, soldati stranieri”. E, persino, “di una manciata di terra portata qui, in un loculo, dal figlio di un deportato morto ad Auschwitz”.

A mezzogiorno il Capo dello Stato ha concluso la sua visita in Val Sangone a Coazze, con l’intitolazione al comandante partigiano Giulio Nicoletta della scuola media di via XXV Aprile.

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